Askanews, 23 febbraio 2015
Altro caso conferma crescente pugno duro della giunta militare. Due anni e mezzo di carcere per aver offeso il re in una recita teatrale per studenti: sono due giovani di 23 e 26 anni le ultime vittime della campagna di censura che la giunta militare tailandese porta avanti con pugno duro dopo il colpo di stato del 2014. L'opera incriminata per cui uno studente, Patiwat Saraiyaem, e un attivista, Porntip Mankong, finiscono dietro le sbarre si intitola "La fidanzata del lupo" ed è andata in scena a ottobre 2013 nella prestigiosa università Thammasat di Bangkok, in occasione del 40esimo anniversario di una rivolta studentesca repressa nel sangue dall'esercito.
"La corte ritiene che le loro azioni nel quadro di un dramma recitato davanti a un vasto pubblico abbia recato grave pregiudizio alla monarchia", ha concluso il giudice, leggendo il verdetto in un'aula colma di giornalisti, a testimoniare come questo caso sia diventato nel Paese del Sud-Est asiatico simbolo della repressione della libertà di parola. I due sono stati condannati per calunnia nei confronti della famiglia reale.
Con i piedi nudi incatenati, il 23enne Patiwat Saraiyaem e la 26enne Porntip Mankong, sono rimasti impassibili davanti alla sentenza, che stabilisce in realtà cinque anni di carcere, ridotti a due e mezzo in virtù della "confessione" dei due imputati, definita "utile" dal giudice. "Accettano il verdetto, non ci sarà appello", ha dichiarato il loro avvocato, Pawinee Chumsri.











