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di Francesco Alberti

buonasera24.it, 26 luglio 2026

La deputata del Partito Democratico Francesca Viggiano ha visitato la casa circondariale ionica. Sono 809 i detenuti presenti nella casa circondariale di Taranto, nonostante una capienza dichiarata di 430 posti, dei quali 70 risultano inagibili. A rendere noti i dati è la deputata tarantina del Partito Democratico Francesca Viggiano, al termine di una visita compiuta nell’istituto penitenziario per verificare le condizioni delle persone recluse e del personale impegnato quotidianamente nella struttura. La parlamentare ha incontrato la direzione, gli operatori sanitari, gli appartenenti alla Polizia penitenziaria e diversi detenuti, raccogliendo richieste riguardanti soprattutto sanità, presenza dello Stato, condizioni di vita e percorsi di reinserimento sociale.

Viggiano ha aperto la propria riflessione richiamando alcune delle espressioni utilizzate frequentemente nei commenti pubblici dopo gravi episodi criminali. “Buttate le chiavi” e “Devono marcire in galera”, ha osservato, sono frasi diffuse tra chi spesso non conosce direttamente ciò che accade all’interno di un carcere. “Avete mai varcato quei cancelli? Avete realmente idea di cosa vi sia dietro quelle mura?”, ha domandato la deputata, spiegando di aver voluto conoscere le esigenze e le storie di chi vive l’istituto perché detenuto o perché vi presta servizio. La situazione descritta presenta forti criticità. Dei 430 posti indicati sulla carta, 70 non sarebbero utilizzabili, mentre la popolazione carceraria raggiunge quota 809. In base ai dati riportati da Viggiano, il 95 per cento dei detenuti sarebbe tossicodipendente, mentre 203 persone risulterebbero sieropositive all’HIV.

Sul fronte della sicurezza operano 336 agenti di Polizia penitenziaria, a fronte dei 349 previsti dalla pianta organica. Il personale, ha evidenziato la parlamentare, è stato dimensionato in relazione a una capienza di 430 detenuti e non rispetto alle 809 presenze effettive. Particolarmente rilevante anche la carenza nell’assistenza sanitaria. I dirigenti medici in servizio sarebbero 8, mentre la dotazione organica ne prevede 18. Una situazione che, secondo Viggiano, aumenta ulteriormente il carico sostenuto dagli operatori chiamati a garantire assistenza e sicurezza durante tutte le 24 ore. “I numeri, impietosi, non rendono l’idea dell’enorme carico di lavoro che questi servitori dello Stato devono affrontare ogni giorno”, ha dichiarato la deputata, riferendo di aver ascoltato numerose richieste di giustizia, maggiore assistenza sanitaria e umanità.

Al centro dell’intervento anche il principio sancito dall’articolo 27 della Costituzione, secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Un obiettivo che, nella situazione attuale, secondo la parlamentare appare difficile da perseguire nonostante l’impegno del personale. “La rieducazione del condannato e la sua risocializzazione sono il fine ultimo della pena”, ha affermato Viggiano. Le persone recluse, ha aggiunto, torneranno nella società e lo Stato deve creare le condizioni affinché possano essere reintegrate, sia durante la permanenza in carcere sia dopo la fine della pena.

La deputata ha dedicato un passaggio specifico anche alle donne detenute, sostenendo la necessità di favorirne il reinserimento senza pregiudizi e senza marchi che possano comprometterne definitivamente il ritorno alla vita sociale. Alla visita hanno partecipato anche Anna Briganti Malaguerra dell’associazione Nessuno tocchi Caino, il consigliere regionale Cosimo Borraccino, il vicesindaco di Taranto Mattia Giorno, rappresentanti del Partito Democratico e del Partito Socialista Italiano. “Per me sono persone”, ha concluso Viggiano, annunciando che tornerà presto nella casa circondariale tarantina per proseguire il confronto sulle criticità riscontrate.