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di Giuseppe Lamanna

oltreilfatto.it, 23 novembre 2025

Un appuntamento con la civiltà giuridica, sulla difficile situazione delle carceri italiane e alla luce delle ultime riforme. Questo il convegno organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Taranto, dalla locale Camera Penale e dall’associazione Antigone, presso il salone degli Specchi di Palazzo di Città. Moderato dall’avv. Fabrizio Lamanna, ha ospitato gli interventi del presidente nazionale ANM Taranto Francesco Sansobrino e sostituto procuratore, la dirigente del servizio per le dipendenze per il carcere di Taranto Paola Cauzo, l’avv. Gianluca Sebastio, rappresentante di Antigone e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Taranto, avv. Vincenzo di Maggio. 

Tra i problemi sollevati, oltre alla già spesso citate difficili condizioni carcerarie in Italia, risalta - tramite le parole del magistrato Sansobrino - un utilizzo eccessivo della custodia cautelare preventiva, con la conseguenza di un’applicazione assai ridotta delle misure alternative. Le sofferenze dei detenuti trovano rilevanza soprattutto in casistiche particolari - rileva la dirigente Paola Cauzo - e per detenuti affetti da condizioni psichiatriche. Il problema principale? La mancanza di strutture apposite, con le poche esistenti spesso già occupate interamente. 

Tema ancor più rilevante è quello del suicidio, causato anche dal sovraffollamento: sul punto si sono espressi gli avvocati Lamanna e Sebastio, che con dati alla mano - circa 91 suicidi - hanno illustrato la condizione che per molti soggetti detenuti in carcere è la normalità, e sulla quale più volte è intervenuta la Cedu.