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di Elena Ricci

tarantotoday.it, 8 ottobre 2026

Superata la capienza massima, la direzione chiede lo stop alle assegnazioni e invita Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza a rivolgersi al Provveditorato per collocare altrove le persone arrestate. Meno di 400 posti per circa 860 detenuti. Chi viene arrestato a Taranto potrebbe non entrare più nel carcere della città. La casa circondariale ha raggiunto un livello di sovraffollamento tale da non avere più camere disponibili per accogliere nuovi detenuti e la direzione ha chiesto alle forze dell’ordine di rivolgersi al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria per individuare altre strutture nelle quali condurre le persone raggiunte da provvedimenti restrittivi.

La situazione emerge da una comunicazione del 6 ottobre, di cui Taranto Today è in possesso, indirizzata al Provveditorato per Puglia e Basilicata, alle direzioni degli istituti penitenziari del distretto, alla Questura e ai comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza. L’oggetto fotografa già la gravità del problema: “Mancanza di camere detentive. Superamento della capienza massima”.

I numeri rendono ancora più evidente la portata dell’emergenza. A fronte di meno di 400 posti disponibili, nel carcere tarantino sarebbero presenti circa 860 detenuti. Più del doppio rispetto alla disponibilità indicata. E gli spazi sarebbero ormai esauriti al punto che due persone già entrate nell’istituto risultano ancora in attesa di essere collocate nei rispettivi circuiti penitenziari.

La richiesta rivolta alle forze di polizia è quindi quella di interagire con il Provveditorato per ricevere indicazioni sul collocamento “in altre sedi detentive” dei nuovi arrestati provenienti dalla libertà. Non solo. La direzione chiede al Provveditorato di sospendere “nell’immediato” le assegnazioni verso Taranto, almeno fino a quando la popolazione detenuta non sarà rientrata nei limiti previsti. Anche gli altri istituti penitenziari del distretto vengono invitati a non movimentare detenuti destinati a Taranto senza avere prima ottenuto il nulla osta alla loro ricezione.

Di fatto, il carcere segnala di non essere più nelle condizioni di assorbire ulteriori ingressi e prova a mettere un argine a tutte le possibili fonti di nuove presenze: arresti eseguiti sul territorio, assegnazioni e trasferimenti da altri istituti. A confermare la gravità della situazione è Federico Pilagatti, segretario regionale del Sappe Puglia, Sindacato autonomo polizia penitenziaria: “I numeri purtroppo sono molto drammatici: meno di 400 posti disponibili per circa 860 detenuti”.

Una sproporzione che non riguarda soltanto la disponibilità materiale delle camere detentive.

Gestire più del doppio delle presenze rispetto ai posti disponibili significa aumentare la pressione sull’intera organizzazione dell’istituto e sul personale penitenziario, chiamato quotidianamente a garantire sicurezza, sorveglianza e gestione dei diversi circuiti. Ma è soprattutto la richiesta indirizzata a Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza a dare la misura di quanto il problema sia ormai arrivato al limite: persino per chi viene arrestato sul territorio tarantino occorre valutare una destinazione diversa dalla casa circondariale della città.