di Antonello Corigliano
tarantotoday.it, 4 gennaio 2025
Nella Casa Circondariale di Taranto, detenuti e detenute hanno partecipato a uno spettacolo musicale, trasformando fragilità in forza grazie al laboratorio guidato da Miriam Serio. Un giorno diverso tra le mura della Casa Circondariale di Taranto, dove i detenuti hanno trovato una voce per esprimere emozioni e racconti personali attraverso lo spettacolo musicale “Voci dal silenzio oltre i muri”. L’evento, realizzato nell’ambito delle attività natalizie, ha visto detenuti e detenute salire per la prima volta su un palco per esibirsi, grazie al laboratorio musicale condotto dalla dottoressa Miriam Serio. Un’esperienza che non è stata solo un momento di svago, ma un passo importante verso la rieducazione e il reinserimento nella società.
Tra ansia e timori, i partecipanti hanno trasformato le loro fragilità in forza, regalando al pubblico, tutti detenuti, un’intensa rappresentazione delle loro vite, fatta di dolori, amori e speranze. La musica, come sottolineato dalla stessa Serio, è stata una “valvola di sfogo”, capace di raggiungere le parti più intime dell’anima, oltre i limiti delle parole.
Un clima di emozione e riscatto - Il clima tra i detenuti era carico di emozione: “Erano increduli e insicuri, ma alla fine sono usciti vincitori”, racconta Serio. Tra i brani presentati, alcuni sono stati scritti da loro stessi, trasformando i loro vissuti in testi e melodie che hanno commosso il pubblico presente. Lacrime e sorrisi hanno accompagnato una giornata che ha dato luce in un contesto spesso segnato dall’oscurità. Il direttore Luciano Mellone della Casa Circondariale “Carmelo Magli” ha definito l’iniziativa un successo sotto ogni aspetto: “La musica non è solo un’attività ricreativa, ma un potente strumento educativo e di risocializzazione”. Questo evento ha dimostrato come l’arte possa abbattere barriere, stimolare il cambiamento e offrire nuove prospettive di vita a chi sta scontando una pena.
La voce di Miriam Serio - Miriam Serio, che da due anni guida il laboratorio musicale, ha vissuto questa esperienza con profonda passione. “Entrare in carcere è stato sempre un mio sogno: volevo essere una piccola luce in quel buio”, spiega. Il progetto, iniziato con i detenuti maschili, ha coinvolto per la prima volta anche la sezione femminile, che si è dimostrata più complessa da gestire, ma altrettanto gratificante. “Con le donne è stato più difficile, ma il loro coraggio mi ha dato una grande soddisfazione”. Serio guarda al futuro con ambizione: “Voglio trasformare questo progetto in qualcosa di più professionale, con lezioni tecniche e forse anche un percorso discografico. La musica può davvero cambiare la vita”.
La rieducazione attraverso la musica - La giornata si inserisce in un programma più ampio di attività trattamentali promosse dal carcere. La musica si affianca a scuola, formazione professionale e lavoro, costituendo un pilastro del percorso di rieducazione. In occasione dello spettacolo, è stata anche organizzata una donazione di giocattoli per i bambini in visita ai loro parenti detenuti, a dimostrazione dell’importanza di mantenere vive le relazioni affettive anche in condizioni difficili. Il progetto musicale ha già portato risultati tangibili. “I detenuti hanno mostrato un cambiamento nel modo di relazionarsi e di affrontare la quotidianità”, afferma Serio. “È un cammino lungo, ma ogni piccolo passo vale”.
Testimonianze e speranze - I detenuti protagonisti hanno raccontato di aver trovato nella musica uno strumento per riscoprire se stessi. Uno di loro, dopo lo spettacolo, ha dichiarato: “Non pensavo di poter salire su un palco e sentirmi libero, anche solo per pochi minuti”. Per molti, questa esperienza rappresenta un punto di svolta, una possibilità di riscatto. “Voci dal silenzio oltre i muri” non è stato solo uno spettacolo, ma un messaggio di speranza e rinascita. Per i detenuti, è stata l’occasione di sentirsi nuovamente parte di una comunità, di riscoprire il valore delle emozioni e di guardare al futuro con occhi nuovi. Il successo dell’iniziativa è il risultato dell’impegno di chi crede che anche dietro le sbarre sia possibile coltivare sogni e aspirazioni. Questo progetto, che unisce musica e solidarietà, dimostra come ogni individuo, indipendentemente dagli errori commessi, meriti una seconda possibilità. La musica si è rivelata una via privilegiata per costruire ponti, abbattere pregiudizi e creare un dialogo autentico tra chi è dentro e chi è fuori.









