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di Federica Pompamea

Corriere di Taranto, 13 maggio 2025

Un ponte di carta e parole tra la città di Taranto e la Casa Circondariale. È questo l’obiettivo dell’iniziativa “Un Libro Sospeso”. Il progetto, nasce dalla sinergia tra la Biblioteca Civica Pietro Acclavio, l’istituzione penitenziaria e le librerie locali, tra cui Libreria Dickens, Libreria Feltrinelli, Libreria Mandese, Libreria Mondadori Porte dello Ionio e Libreria Mondadori Bookstore via De Cesare con lo scopo d connettere due mondi apparentemente lontani.

“Per la prima volta collaboriamo tra operatori culturali e lo facciamo con uno strumento potentissimo, il libro” - spiega Federica Mandese, Libreria Mandese - “Un oggetto capace di far crescere il fruitore, di farlo uscire dalla solitudine che lo circonda”. La cittadinanza, avrà un ruolo fondamentale all’interno di questa rete solidale e culturale. L’iniziativa, infatti, prevede l’acquisto di un libro che sarà poi donato alla biblioteca della Casa Circondariale, un gesto semplice ma potente destinato ad arricchire il patrimonio librario a disposizione delle persone detenute.

“Il nostro compito sarà anche quello di consigliare i cittadini durante l’acquisto - racconta Tonino De Giorgi, Libreria Dickens - “In questo modo il lettore potrà godere a pieno di una lettura capace di dare leggerezza e allo stesso tempo far riflettere su una prospettiva futura diversa da quella che conoscono”. L’obiettivo primario è quello di offrire ai detenuti maggiori opportunità di formazione, di ampliare i propri orizzonti culturali e di favorire un più efficace reinserimento nel tessuto sociale. Un processo di inclusione che deve coinvolgere anche la società, per preparare i cittadini ad accogliere nuovamente tutte le persone detenute una volta che il loro percorso all’interno della Casa Circondariale volgerà al termine.

“L’iniziativa cercherà anche di innalzare il livello di civiltà del territorio - ha sottolineato il Sub Commissario Eliseo Nicolì - “Questo grazie alla partecipazione attiva dei cittadini all’iniziativa che sarà sinonimo di fiducia nei confronti dei detenuti”. Un servizio essenziale per la rieducazione della persona privata della libertà, come ha sottolineato la responsabile dell’area rieducativa della Casa Circondariale, Gabriella Acireale. “Il carcere è realtà territoriale a tutti gli effetti. Le difficoltà, le criticità della nostra città si riflettono all’interno della struttura. Queste azioni sono essenziali per donare una seconda opportunità ai detenuti e per abbattere pregiudizi e gli stereotipi della comunità”.