Quotidiano di Puglia, 26 maggio 2021
Un progetto di reinserimento all'interno del carcere, nasce la Pasticceria Sociale: "Vogliamo che siano reintegrati nel mondo del lavoro". Nasce a Taranto, all'interno della Casa circondariale, la "Pasticceria Sociale": si tratta di un progetto di reinserimento e integrazione per le persone soggette a provvedimenti restrittivi di natura giudiziaria. Il sindaco Rinaldo Melucci e la direttrice della Casa circondariale cittadina Stefania Baldassari hanno sottoscritto il protocollo d'intesa per dare il via alle attività dedicate allo sviluppo del progetto.
L'amministrazione, grazie alla collaborazione tra gli assessori ai Servizi Sociali Gabriella Ficocelli e allo Sviluppo Economico Fabrizio Manzulli, con questo protocollo si impegna a organizzare tutte le attività previste per l'ampliamento del laboratorio di pasticceria già esistente, con l'adeguamento dei locali esistenti e dell'impianto elettrico, oltre la realizzazione di un portale per l'e-commerce e l'e-marketing.
L'obiettivo è promuovere su scala nazionale i prodotti che verranno realizzati all'interno del nuovo laboratorio. Il Comune di Taranto ha previsto, in favore della Casa circondariale, 150mila euro per la fornitura di attrezzature e 50mila euro per servizi connessi al progetto. Si tratta di fondi a valere sulla quota complessiva di 20,5 milioni di euro di cui l'amministrazione è destinataria nell'ambito del "Piano relativo a interventi volti a garantire sostegno assistenziale e sociale per le famiglie disagiate nei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola".
"Oggi si inizia a realizzare plasticamente qualcosa di importante - le parole del primo cittadino -, che deriva da una legge delle 2016 che aveva individuato risorse da destinare a progetti rivolti a categorie sensibili. Insieme alla direttrice Baldassari, abbiamo individuato una di queste categorie nelle persone attualmente soggette a provvedimenti restrittivi di natura giudiziaria: aderendo ai principi costituzionali, vogliamo che siano reintegrati nel mondo del lavoro e nelle dinamiche della comunità. La firma apre una prospettiva importante per alcune di queste persone, è l'inizio di una sperimentazione che con la dottoressa Baldassari vogliamo estendere progressivamente ad altre categorie".
"Tra Comune e Casa circondariale - il commento della direttrice Baldassari - c'è un legame che ha visto una perfetta sinergia in ogni fase della stesura di questo protocollo, soprattutto rispetto alla finalità di questa progettualità finanziata direttamente dal ministero competente. Siamo tutti orientati verso il raggiungimento delle medesime finalità, il miglioramento di questo territorio, ciascuno secondo le proprie competenze".











