di Pierfrancesco Albanese
La Repubblica, 9 maggio 2026
Un incontro a settimana con i cani per i reclusi con fragilità psichica o disagio. Riscontrati ‘‘grossi miglioramenti nel comportamento quotidiano’’. I detenuti incontrano i cani una volta a settimana dietro le sbarre della casa circondariale Carmelo Magli di Taranto. E questi incontri stanno dando risultati positivi. Tanto che i reclusi attendono con ansia l’incontro successivo e stanno migliorando anche i loro comportamenti. Questi i risultati del progetto di pet therapy avviato nella casa circondariale di Taranto a favore di detenuti con disagio o fragilità psichica. La panoramica a due anni dall’avvio del progetto. L’iniziativa è stata avviata nel febbraio 2024, promossa da Confcooperative Taranto con il coinvolgimento della direzione del carcere, del dipartimento di Salute mentale Asl Taranto e del Wwf Taranto.
I reclusi coinvolti sono una ventina. E incontrano i cani una volta a settimana nell’ambito di programmi terapeutici mirati. “C’è stata una positivissima adesione da parte di questi soggetti - spiega il direttore del carcere Luciano Mellone - tanto che si creava proprio un’attesa rispetto all’incontro settimanale con i loro ormai amici cagnolini”. Tra i risultati migliori quelli registrati nella sezione femminile, dove in una reclusa si sono notati “grossi miglioramenti nel comportamento quotidiano”, a dire del direttore, secondo cui i percorsi avviati con gli animali possono portare “a una riduzione nell’assunzione della terapia, che è un risultato veramente importante”.
Il progetto ha previsto attività di educazione assistita con animali, con i detenuti coinvolti in percorsi dedicati alla conoscenza dell’etologia canina, dei bisogni fisici e psicologici dei cani e delle corrette modalità di relazione e gestione dell’animale. Accanto alle sedute di pet therapy e di educazione cinofila, sono stati organizzati incontri formativi su fisiologia e biologia del cane, alimentazione, tecniche educative e nozioni di primo soccorso veterinario. Anche nell’ottica di un eventuale reinserimento lavorativo dei detenuti nel settore della pet therapy e nei canili.
Per il presidente del Wwf Taranto, Gianni De Vincentiis, il valore dell’esperienza è soprattutto relazionale: “Il cane - spiega - non giudica, quindi collabora e interagisce con le persone”. Un aspetto che consente ai detenuti di non sentirsi giudicati e di relazionarsi con gli animali. Da qui il miglioramento nell’autonomia, nel rispetto delle regole e le capacità collaborative dei detenuti, secondo l’equipe psichiatrica del carcere. Al punto che il garante regionale dei detenuti Piero Rossi ha auspicato la prosecuzione del progetto anche nei prossimi anni.











