di Paola Pagnanelli
Il Resto del Carlino, 21 maggio 2024
Garanti nazionali e regionale delle Marche promuovono mobilitazione per affrontare tensioni nelle carceri, sottolineando carenze affettive, sovraffollamento e necessità di attività trattamentali. Per allentare il clima di tensione nelle carceri, i garanti nazionali hanno indetto, ad aprile e il 18 maggio, due giorni di mobilitazione. Ha aderito anche il garante delle Marche Giancarlo Giulianelli, da tempo attento a questi temi. “Il problema del disagio psicologico, da cui può scaturire il rischio suicidario, ha molte cause, tra le quali la carenza di affettività - spiega -. Sulle telefonate consentite ai detenuti comuni e a quelli ad alta sicurezza ad esempio si dovrebbe fare una piccola modifica all’ordinamento penitenziario. I detenuti comuni hanno diritto a quattro telefonate al mese, sei se hanno figli minorenni.
Questa norma non ha senso e può essere modificata, a vantaggio di rapporti affettivi con i familiari più forti e duraturi. Oggi la tecnologia consente anche di vedersi, e questo può dare sollievo, sempre se vogliamo dare un senso di rieducazione al condannato. Se invece dobbiamo solo punirlo, allora si dovrebbero togliere tutte le telefonate”, conclude provocatoriamente. Nelle Marche, con oltre 900 detenuti - con un sovraffollamento di circa cento unità - ci sono stati diversi casi di suicidi e tentativi di suicidio, e il problema è presente ovunque, legato appunto al sovraffollamento, alla mancanza di personale e alla scarsa assistenza sanitaria. Sul tema il presidente della Repubblica aveva rivolto un appello alla classe politica due mesi fa, rimasto inascoltato.
“Alla società civile chiediamo una sensibilità che superi la visione carcero centrica” hanno scritto i garanti, sollecitando l’approvazione di misure deflattive del sovraffollamento, a partire dagli sconti di pena. Chiedono poi misure alternative per i detenuti che, tra quei circa 30mila che stanno scontando una pena o un residuo di pena inferiore ai tre anni, “si trovano nelle condizioni di potervi accedere. Di questi, 5.080 detenuti devono scontare appena 8 mesi di carcere”. Infine, l’importanza delle attività: “La maggior parte dei detenuti si trova a trascorrere circa 20 ore in celle chiuse. È necessario garantire diverse attività trattamentali: progetti di inclusione socio-lavorativa, attività culturali, ricreative, relazionali. Infine risulta di importanza fondamentale il tema dell’affettività in carcere”.










