di Giuseppe Pulina
La Nuova Sardegna, 3 gennaio 2015
È parte integrante del carcere, ma sarà uno spazio dedicato all'interattività e al dialogo. È questa la mission che dovrà compiere il Teatro dello Scambio, la nuova, capiente e ospitale struttura che è stata realizzata all'interno della casa circondariale di Nuchis.
Un progetto impegnativo, che deve molto alla lungimiranza della direttrice dell'istituto, Carla Ciavarella, e che il territorio sembra avere compreso e deciso di condividere. Ecco perché l'inaugurazione del teatro del carcere ha fatto registrare una grande partecipazione di pubblico. Il tutto esaurito, si direbbe in questi casi, come a propiziare un crescendo di successi per un progetto che, nato all'interno della struttura carceraria, ne proietterà oltre i muri l'immagine. Un po' come ha sostenuto il vescovo, monsignor Sebastiano Sanguinetti, che, benedicendo il teatro, ha definito questo "un luogo d'incontro e di crescita umana, sociale e culturale".
Un luogo che, come ha riconosciuto anche il sindaco Romeo Frediani, catalizza l'impegno di tante persone, tra le quali Alessandro Achenza, fondatore e direttore della Compagnia Stabile del Teatro dello Scambio e presidente di Trait d'Union, l'associazione che, grazie anche all'importante contributo del Comune di Golfo Aranci, ha portato a termine la realizzazione della struttura. "La Compagnia e il teatro - ha dichiarato la direttrice Carla Ciavarella - sono sogni che si avverano grazie alla donazione di Golfo Aranci e del suo sindaco, Giuseppe Fasolino, e di Alessandro Achenza, che io, un anno e mezzo fa, ho forzatamente reclutato".
E proprio Achenza ha spiegato il perché del nome dato alla struttura: "Lo abbiamo voluto chiamare Teatro dello Scambio perché, come diceva Balzac, bisogna imparare ad arricchirsi delle reciproche differenze e capire che ognuno di noi può fare tesoro dell'esperienza di vita di tutti, anche di chi ha commesso degli errori".
Uno scambio vero e proprio è poi quello che si è materializzato sul palco, dove tre bravi e promettenti attori della compagnia del carcere hanno dato vita, insieme ad altri attori del "Contenitore delle arti", alla più autentica magia del teatro: quella che porta lo spettatore ad immedesimarsi nelle vicende rappresentate, perché il teatro che racconta la vita, quando è ben fatto, non si separa mai del tutto da questa.
E, allora, bravi tutti: da Achenza, regista e attore, sempre attento a dettare i tempi giusti e a imbeccare la battuta mordace, a Elena Frau, Lina Sias, Licia Azara e Fausto Pischedda. All'altezza del compito e a loro agio in ruoli che per loro erano del tutto nuovi si sono dimostrati anche Giuseppe Bottone, Carmelo Guidotto e Vincenzo Fasano. Ma dietro le quinte sono stati in tanti a dare una mano come Antonio Padovano e Mirko e Mauro nella cabina di regia. Il 3 gennaio si replicherà ancora una volta con l'ingresso libero per tutti. Nuovi "scambi" potranno consumarsi e, come auspica Carla Ciavarella, il teatro del carcere potrà diventare sempre più uno degli spazi culturali della città e della Gallura, come un ponte da attraversare sempre più frequentemente.










