sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Ilaria Beretta

Avvenire, 12 novembre 2024

Era in isolamento perché aveva preso la scabbia e lì, in quella cella separata dalle altre, ha tentato di togliersi la vita stingendosi attorno al collo un laccio ricavato dai pantaloni. È successo nel Cpa, il Centro di prima accoglienza, di Genova e il protagonista di questa brutta storia è un ragazzo di origine egiziana di appena 17 anni che da circa una settimana era stato arrestato per furto. Per fortuna il minore è stato fermato in tempo e salvato da un agente della polizia penitenziaria, l’unico in servizio, che si accorto di quello che stava succedendo.

“L’agente - ha spiegato Fabio Pagani, segretario regionale del sindacato Uil di polizia penitenziaria che ha dato notizia dell’accaduto - è entrato in cella senza indugio, rischiando il contagio. Però, non possiamo sempre sperare nei miracoli e nella professionalità; da qualche tempo si ha la netta sensazione di una sorta di disinvestimento nel Dipartimento giustizia minorile e comunità”. Per questo - continua Pagani - “sollecitiamo un potenziamento degli investimenti nel settore dei minori reclusi nel capoluogo ligure. Dall’inizio del 2024 sono ben 43 i giovani arrestati e presenti al Centro di prima accoglienza genovese con un solo poliziotto penitenziario in servizio”.

Il caso di Genova non è certo un caso isolato anche se avere numeri certi sui comportamenti autolesionistici dei minori ristretti non è facile. Secondo l’associazione Antigone che monitora la situazione negli istituti penali per minori, nell’ultimo biennio sono stati segnalati ripetuti tentativi di suicidi a Cagliari, tre a Bologna, due ad Airola (Benevento) e uno, a settembre, a Catanzaro. A giugno un minorenne di origine maghrebina ha tentato di impiccarsi in cella nell’Ipm Malaspina, a Palermo, e a evitare il peggio, anche in questo caso, ci hanno pensato gli agenti. Anche scorrendo l’elenco dei detenuti che si sono tolti la vita nelle carceri per adulti dall’inizio dell’anno, e che ad oggi sono 80, si trovano le storie di tanti giovanissimi. Ben 17 avevano meno di 25 anni: il più giovane, Youssef Barsom - con acclarati problemi psicologici - è morto a San Vittore, dove era appena stato trasferito contro al parere dei suoi tutori, dopo aver dato fuoco a un materasso: aveva appena compiuto 18 anni.