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di Nikasia Sistilli

iltrafiletto.it, 28 dicembre 2025

Circa 470 i detenuti nel carcere di Castrogno di Teramo, contro la capienza della struttura di 255 posti, con un 183% di indice di sovraffollamento. Sono i dati ormai noti della casa circondariale, nota non solo per il grave problema del numero di detenuti che ospita e per le condizioni in cui vivono, ma anche per la carenza di personale, di agenti di polizia penitenziaria così come sanitari, persone che non vogliono più prestare la propria opera a Castrogno perché non c’è sicurezza, non c’è controllo, non c’è più umanità. Il tutto che si incardina nella terribile storia italiana: le lungaggini processuali, gli errori giudiziari, il carico di lavoro.

Con una delegazione di professionisti il Partito Radicale, guidato da Ariberto Grifoni, ha svolto questa mattina la consueta visita per l’iniziativa “Natale in carcere”. Oltre a tutto ciò a cui abbiamo accennato, la storia che raccontano oggi è quella di casi estremi. C’è un 84enne detenuto “con una pratica che giace sulla scrivania del giudice di sorveglianza che non ha pensato di evaderla prima delle feste”, ha detto Grifoni. “È tutto rimandato a dopo l’Epifania. Certo, tutti hanno diritto di andare in vacanza per le festività ma il caso di un 84enne forse dovrebbe essere evaso subito. Quello delle lungaggini processuali è uno dei problemi della giustizia italiana”.

Poi c’è il caso degli errori giudiziari. “Ricordo il clamoroso caso di Beniamino Zuncheddu”. Beniamino è un pastore sardo vittima di uno degli errori giudiziari che più ha creato scalpore in Italia. Fu condannato all’ergastolo nel 1991, all’età di 27 anni, per la strage di Sinnai, trascorrendo quasi 33 anni in carcere prima di essere dichiarato innocente in un processo di revisione nel gennaio 2024. “Alla fine è stato riconosciuto l’errore nelle indagini. C’erano le lire quando è entrato, è uscito con l’euro ed è stato lasciato in mezzo a una campagna a più di 60 anni. - ha detto Grifoni - Verrà riconosciuto il risarcimento tra qualche anno ma nel frattempo che fa? Come fa a vivere? Che farà questa persona? E come lui ce ne saranno un migliaio”. Il Partito Radicale ha annunciato anche la costituzione di un comitato per il sì al referendum sulla riforma della giustizia che si terrà in primavera nel 2026.