Il Centro, 27 febbraio 2015
Il tribunale dell'Aquila accoglie i ricorsi di due teramani: hanno denunciato come a Castrogno e in altri istituti le condizioni di vita violino la Convenzione dei diritti dell'uomo. Devono essere risarciti perchè costretti a una detenzione "in condizioni inumane".
Due ex detenuti, C.G. di Teramo e C.A. di Campli, hanno vinto il ricorso contro il ministero della Giustizia. Il presidente del tribunale dell'Aquila, Ciro Riviezzo, ha emanato lunedì scorso due decreti in cui dispone che il primo venga risarcito con 25mila euro e il secondo con 8mila, riconoscendo il danno subito per aver espiato la pena in condizioni di palese contrasto dei criteri previsti dall'articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
È la prima volta in Abruzzo, e una delle prime in Italia, che viene accolto un ricorso di questo tipo. A rappresentare i due ex detenuti è stato l'avvocato Massimo Ambrosi che spiega come un decreto legge del 2014 abbia "previsto la possibilità, anche per i detenuti i quali abbiano già finito di espiare un periodo di detenzione in contrasto con i principi sanciti dalla Convenzione, di adire il tribunale del capoluogo del distretto in cui risiedono per ottenere il risarcimento del danno subito".
C.G. ha scontato 3.189 giorni di detenzione, tra il 1996 e il 2014, in una serie di istituti di pena: Teramo, Pisa, Pistoia, Massa, Vasto, Lucca e Firenze. Diversi i problemi riscontrati: da uno spazio a disposizione in ogni cella inferiore ai 3 metri quadri, a mancanza di acqua calda, riscaldamento, bagni idonei, sovraffollamento. C.A. invece è stato in carcere circa tre anni. L'ex detenuto racconta che nel carcere di Castrogno era "costretto a condividere una cella singola di forse 5 metri quadri - bagno incluso - con un'altra persona e con letto a castello; le docce erano in pessimo stato". E che "in carcere faceva sempre un freddo insopportabile e che, al più, i termosifoni funzionavano per un'ora al giorno".
Nel ricorso si fa poi notare che "le condizioni generali dell'istituto erano dir poco drammatiche", soprattutto per il sovraffollamento: "solo al 2012 c'erano 400 detenuti a fronte di una capienza massima di circa 270". Ambrosi sottolinea che il decreto ha riconosciuto il diritto ad ottenere il risarcimento, stabilito per legge in 8 euro al giorno ,rilevando che la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del gennaio 2013 (la cosiddetta "Torreggiani") e ancor prima la Sulejmanovic "hanno introdotto principi che l'Italia ha dovuto recepire e ha ribadito, anche, che le carenze delle carceri sono strutturali e le condizioni sono tali da costituire un trattamento inumano".
Il direttore del carcere di Castrogno, Stefano Liberatore attende di leggere il decreto "per verificare le situazioni segnalate e se sarà necessario intervenire. Ma noi siamo in regola per gli spazi detentivi: abbiamo trasmesso una stima tecnica a Roma, siamo allineati alle normative della Unione europea. Le celle sono a norma, con oltre 9 metri quadri. E ogni stanza ospita due detenuti. Le docce erano in passato vetuste, ma abbiamo fatto gli interventi di manutenzione. Sul freddo usiamo ancora il riscaldamento a gasolio, abbiamo da anni avviato la pratica per arrivare alla metanizzazione.
Addirittura ci siamo interessati per un impianto fotovoltaico. Il carcere di Castrogno, soprattutto per la sua posizione, è freddo, ma i riscaldamenti funzionano. Siamo sempre attenti a garantire le esigenze di salute dei detenuti. I soldi per fare tutto non ci sono, facciamo tutto quel che è possibile. Il problema del sovraffollamento si è ridotto, da un paio d'anni: ora ci sono 360-370 detenuti rispetto ai 420-430 del passato. Teramo è il carcere più complesso d'Abruzzo e Molise, nonostante sia meno grande rispetto a Sulmona: ci sono 4-5 tipologie di detenuti, comprese le donne. Nonostante le grosse criticità facciamo molto".
Il direttore: celle a norma e meno sovraffollamento
Il direttore del carcere di Castrogno, Stefano Liberatore (nella foto) attende di leggere il decreto "per verificare le situazioni segnalate e se sarà necessario intervenire. Ma noi siamo in regola per gli spazi detentivi: abbiamo trasmesso una stima tecnica a Roma, siamo allineati alle normative della Unione europea. Le celle sono a norma, con oltre 9 metri quadri. E ogni la stanza ospita due detenuti. Le docce erano in passato vetuste, ma abbiamo fatto gli interventi di manutenzione.
Sul freddo usiamo ancora il riscaldamento a gasolio, abbiamo da anni avviato la pratica per arrivare alla metanizzazione. Addirittura ci siamo interessati per un impianto fotovoltaico. Il carcere di Castrogno, soprattutto per la sua posizione, è freddo, ma i riscaldamenti funzionano. Siamo sempre attenti a garantire le esigenze di salute dei detenuti. I soldi per fare tutto non ci sono, facciamo tutto quel che è possibile. Il problema del sovraffollamento si è ridotto, da un paio d'anni: ora ci sono 360-370 detenuti rispetto ai 420-430 del passato. Teramo è il carcere più complesso d'Abruzzo e Molise, nonostante sia meno grande rispetto a Sulmona: ci sono 4-5 tipologie di detenuti, comprese le donne. Nonostante le grosse criticità facciamo molto".











