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Il Centro, 22 marzo 2020


La situazione dei penitenziari in questi tempi di coronavirus è al centro di una lettera che il senatore Luciano D'Alfonso (Pd) ha inviato al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, e al provveditore regionale Lazio-Abruzzo-Molise per il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Carmelo Cantone. Ai tre D'Alfonso propone una soluzione possibile per gli istituti penitenziari della regione Abruzzo per l'emergenza sanitaria da Coronavirus.

"La straordinarietà della condizione sanitaria che ci troviamo quotidianamente a combattere", spiega, "mi spinge a sottoporre alla vostra attenzione le preoccupazioni legate all'emergenza che, presto, gli istituti penitenziari della regione Abruzzo potrebbero trovarsi concretamente a dover affrontare.

La maggior parte di essi risulta, attualmente, impossibilitata a rispondere adeguatamente al pericolo in quanto, a causa del sovraffollamento, non appare rinvenibile, se non in numeri irrisori, la disponibilità di spazi idonei a garantire eventuali casi da trattare in isolamento sanitario. La preoccupazione, dunque, è che laddove si verificasse la presenza di più casi sospetti, dovendosi procedere allo spostamento in celle singole dei detenuti infettati, in ragione degli attuali pochissimi posti disponibili, si conduca gli istituti in questione a dover affrontare un contagio di massa".

Il senatore del Pd aggiunge che "criticità si potrebbero verificare anche con riferimento agli operatori dello stesso istituto penitenziario, che in ragione degli ingressi dall'esterno, potrebbero risultare portatori dell'infezione da Covid-19".

"In particolare", precisa, "l'istituto penitenziario di Chieti che conta, allo stato attuale, 117 detenuti di cui 85 uomini e 32 donne ristretti in due padiglioni detentivi separati e 73 agenti di polizia penitenziaria in forza ha individuato una possibile, utile iniziativa che, in caso di diffusione del virus, dovrebbe servire a mantenere separati, in spazi fisici differenti, coloro i quali devono essere conservati nella custodia, da coloro i quali necessitano di essere sottoposti ad un regime di ulteriore vigilanza.

Tale iniziativa "salva-carceri" potrebbe realizzarsi, specificatamente, attraverso la riconversione dello spazio attualmente destinato a funzioni culturali e teatrali in singoli moduli abitativi, che assolvano a funzioni di separatezza in grado di evitare il contagio da parte di coloro i quali risulteranno positivi al virus".