di Teodora Poeta
Il Messaggero, 8 maggio 2024
Secondo l’autopsia, la donna è deceduta per un problema cardiaco e la Procura ha formulato l’ipotesi di reato per omicidio colposo. L’aveva visitata la notte prima che morisse e per questo, adesso, almeno come atto dovuto, il medico di turno in carcere è indagato per la morte dell’ultima detenuta che purtroppo ha perso la vita a Castrogno la mattina del primo maggio. È stato lui, infatti, ad intervenire quando la 44enne Rosa De Rosa, originaria di Napoli, nel cuore della notte continuava a lamentare dolori al petto ed è stato quindi richiesto il medico con l’ausilio di due infermieri. Durante la visita alla detenuta le sarebbe stato somministrato un medicinale tramite un’iniezione. Ma il giorno seguente la 44enne è deceduta.
È successo dopo l’oro di pranzo quando la detenuta era già rientrata in cella e improvvisamente si è accasciata davanti alla concellina che ha dato immediatamente l’allarme. Ieri, ad una settimana di distanza, è stata eseguita l’autopsia dal medico legale Cristian D’Ovidio su disposizione della pm Monia Di Marco.
Dall’autopsia al momento è emerso che la detenuta è morta per un problema cardiaco. In fase di esame irripetibile sono stati fatti tutti i prelievi che serviranno per gli ulteriori accertamenti. È chiaro che ora bisognerà capire se la condotta del medico indagato, che non ha nominato nessun consulente per l’autopsia, possa aver inciso o meno sull’evento.
Agli atti del fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo è subito finita la cartella clinica della detenuta fatta sequestrata dalla magistratura. In passato la 44enne aveva avuto una malattia oncologica che era riuscita a sconfiggere. Ma recentemente, dopo essere stata trasferita a Castrogno per motivi di opportunità penitenziaria, Rita non si era sentita bene. Tant’è che lo scorso 11 aprile, d’urgenza, era stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Mazzini e lì gli avevano diagnosticato una bronchite. Ma nella stessa giornata era rientrata in carcere con la prescrizione di un antibiotico: il Rocefin.
Poi, l’episodio della notte tra il 30 aprile e il primo maggio, preceduto, però, già da un forte stato di malessere. Così come sarebbe stato ricostruito, la detenuta prima di perdere la vita, per 48 ore avrebbe accusato forti dolori al petto. Sotto choc la concellina ed un’altra giovane detenuta che hanno visto Rita morire davanti ai loro occhi dopo oltre quaranta minuti in cui i sanitari del 118, intervenuti sul posto, hanno tentato le manovre per la rianimazione.
Sotto questo aspetto è stata la stessa garante regionale dei detenuti, l’avvocata Monica Scalera, tra i primi che si è recata a Castrogno il primo maggio, a chiarire che “l’intervento dei sanitari è stato tempestivo”. In carcere la 44enne c’era finita per scontare un cumulo di pene dovuto a reati legati a rapine aggravate e cessione di sostanze stupefacenti proprio in carcere.











