di Teodora Poeta
Il Messaggero, 21 marzo 2015
Si trovava recluso nella sezione sex offender il detenuto che ieri mattina è stato trovato morto in carcere, a Castrogno. A dare l'allarme è stato il suo compagno di cella quando si è accorto che Luciano Grigoldo, 56 anni, di Farindola, non si alzava. Erano all'incirca le 7.30. A quell'ora stavano servendo le colazioni. I detenuti era già tutti svegli e pronti per il caffè. Secondo una prima ricognizione cadaverica Grigoldo potrebbe essere stato colto da un infarto durante il sonno. Il suo cuore avrebbe cessato di battere improvvisamente senza dargli alcun preavviso. Mercoledì Grigoldo si era sottoposto all'ultima visita medica di routine all'interno del carcere, così come molti altri suoi compagni di detenzione, e tutti i valori erano risultati nella norma. Nulla insomma aveva fatto presagire un infarto, né malori. Il giorno seguente, però, è morto.
Il suo decesso ha già fatto aprire un fascicolo in Procura contro ignoti. Il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni ha subito disposto l'autopsia per chiarire l'esatta causa della morte. Stamattina ci sarà il conferimento dell'incarico al medico legale Gina Quaglione. Il figlio del detenuto potrà nominare un consulente di parte per assistere all'esame irripetibile. A Teramo Grigoldo era stato trasferito nel 2013 dopo un periodo di detenzione nel carcere di Pescara. La sua pena l'avrebbe terminata tra tre anni. Recentemente aveva partecipato ad un progetto trattamentale per i sex offender organizzato dal penitenziario in provincia di Pesaro ma non l'aveva terminato e una volta lì aveva deciso di tornarsene a Castrogno.
In carcere scontando una pena definitiva per accuse gravi: violenza sessuale. Dietro le sbarre era una persona solitaria che in questi anni non aveva mai dato fastidio né agli altri detenuti, né agli agenti della Polizia penitenziaria.
Pur non trattandosi stravolta di suicidio (anche se l'autopsia deve ancora confermare l'eventuale morte naturale di Grigoldo, sul cui corpo non sono stati trovati segni di violenza) si allunga la lista di decessi all'interno di Castrogno. Il 2015 non ne aveva ancora. Il 70enne è il primo di quest'anno. Lo scorso giugno a togliersi la vita fu una detenuta bulgara che si strinse al collo le lenzuola della sua branda, legate poi all'inferriata della cella. Il gesto lo mise in atto durante le ore in cui le celle restano aperte e le detenute escono. Fu allora che la 50enne bulgara ne approfittò e si tolse la vita. A febbraio del 2013 morì, invece, anche lui per un infarto, Tommaso De Angelis, l'assassino della prostituta Svetlana Alexeenko. Il detenuto. all'epoca dei fatti operaio, commise l'omicidio nel 2002. In primo grado era stato condannato a 24 anni, confermati poi in Appello.










