ilcapoluogo.it, 2 giugno 2026
Sono in corso le indagini della Procura di Teramo per accertare con esattezza le cause del decesso del giovane 25enne trovato morto nella sua cella a Castrogno. Tensione tra i detenuti. Disposta l’autopsia. Un detenuto è stato trovato morto domenica 31 maggio nella sua cella del carcere di Castrogno, a Teramo. Sono in corso le indagini della Procura di Teramo per accertare con esattezza le cause del decesso. Disposta l’autopsia che verrà eseguita mercoledì 3 giugno. Il giovane, di nazionalità egiziana, è stato trovato senza vita da altri detenuti che hanno subito dato l’allarme, ma i soccorritori non hanno potuto far nulla, se non constatarne il decesso.
Secondo una prima ricostruzione, il 25enne, residente nel Lazio, si trovava a Castrogno da meno di un anno per scontare una condanna fino al 2028. Al momento, secondo quanto emerso dalle prime verifiche, sarebbero escluse sia l’ipotesi di una morte violenta sia quella di un gesto estremo. Potrebbe essere morto per arresto cardiocircolatorio dopo aver inalato gas da una bomboletta di quelle utilizzate per accendere i fornelli da campeggio. La procura di Teramo ha aperto un’inchiesta, la pm Silvia Scamurra ha disposto l’autopsia sulla salma, esame che sarà determinante per chiarire le cause della morte e ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al decesso. La notizia della morte del detenuto ha provocato momenti di forte tensione all’interno dell’istituto penitenziario. Alcuni tetenuti hanno dato vita a proteste e danneggiamenti, manifestando il proprio malcontento e rivendicando condizioni detentive più dignitose. La situazione è stata riportata sotto controllo grazie all’intervento del personale della polizia penitenziaria, che è riuscito a contenere i disordini evitando conseguenze più gravi.
All’indomani dell’accaduto, il sindacato di Polizia penitenziaria Osap, come riporta Rete8, è tornato a denunciare una situazione definita ormai insostenibile. A fronte di una capienza regolamentare di 255 posti, la struttura ospita oltre 470 detenuti, con un tasso di sovraffollamento che raggiunge l’84%. A ciò si aggiunge una significativa carenza di personale, più volte segnalata dagli operatori del settore.










