Il Centro, 30 novembre 2019
Dopo le spettacolo le detenute hanno trovato il coraggio di aprirsi ricordando le loro storie. Alle toccanti parole del testo teatrale di Dacia Maraini "Una casa di donne" hanno fatto eco le parole di chi la prostituzione e la violenza le ha vissute sulla propria pelle.
Le protagoniste dell'incontro che si è svolto ieri al carcere di Teramo, promosso dall'associazione culturale "Hanna Arendt" con il patrocinio della Provincia in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, sono state le detenute della sezione femminile. In silenzio e con occhi attenti hanno seguito il monologo recitato dall'attrice Ottavia Orticello e la storia di Manila, la protagonista, che decide di prostituirsi tra paure, cuori infranti, sogni e sofferenze mai dimenticate, ha dato loro il coraggio di aprirsi.
"Ho lavorato in strada a Milano e nessuno mi ha mai aiutata a liberarmi dai miei aguzzini", ha detto Ana (i nomi sono di fantasia), una ragazza albanese, "ho visto tante ragazze come me portate in Italia e sono orgogliosa di essere fuggita da sola in una casa-famiglia dove ho ripreso la mia vita. Mi sono sposata e ho due figli. Ma qualcosa si deve fare per fermare questo sfruttamento". C'è chi ha parlato della violenza più subdola, quella che si consuma tra le mura domestiche. "Ho subito maltrattamenti da mio marito anche con armi e sono stata in coma", ha raccontato una ragazza marchigiana, "sono andata al consultorio, ma non ho ricevuto l'aiuto adeguato e ogni denuncia cadeva perché non avevo testimoni. Me lo ritrovavo ovunque nonostante il provvedimento di divieto di avvicinamento".
Storie di violenza fisica, ma anche psicologica derivante da dipendenze come quella da gioco. "La ludopatia porta scompiglio nelle famiglie a chi ne soffre e a chi gli sta vicino", ha spiegato con le lacrime agli occhi Giada, "sono stata aiutata da un'associazione che ha seguito mio marito, ma lo Stato perché permette il gioco?".
Per le detenute il pomeriggio è stato un'importante motivo di sfogo e hanno chiesto agli ospiti che si sono confrontati con esse - la presidente di "H.Arendt" Guendalina Di Sabatino, la senatrice e parlamentare europea, prima presidente nazionale della commissione pari opportunità Elena Marinucci, la presidente della Casa internazionale delle donne Irene Giacobbe, il presidente di "Bee Free" Oria Gargano, la docente di criminologia Laura Di Filippo, la consigliera di parità della Provincia Beta Costantini, il segretario provinciale della Cgil Giovanni Timoteo, la giornalista Edda Migliori, segretario provinciale Cgil e alcune studentesse delle scuole superiori accompagnate dalle docenti - di tornare per un altro incontro. Lo spettacolo teatrale è stato poi riproposto nella sala polifunzionale della Provincia con il convegno "Prostitute prostituite: l'uso del corpo delle donne tra sex work e schiavitù sessuale".










