di Giuseppina Pimpini (Docente della Scuola Media carceraria)
Il Centro, 26 gennaio 2015
L'insegnante: vogliono sentirsi parte della società e non rifiuti da dimenticare
Al fischio di un arbitro speciale, il dirigente scolastico dell'Istituto Alberghiero Di Poppa di Teramo, Caterina Provvisiero, ha avuto inizio la grande sfida di calcio che ha visto contrapporsi, sul campo da gioco, la squadra dei docenti contro quella dei detenuti alunni dell'istituto alberghiero carcerario.
Un confronto vero con tanto di tifo proveniente dal bordo campo: urla e cori, un po' di incoraggiamento, un po' di sfottò da parte di un pubblico di prim'ordine, le docenti accompagnate dalla responsabile dell'area educativa Elisabetta Santolamazza.
Persone e non reati che camminano, (ho letto tempo fa questa definizione e mi ha colpito molto)....che corrono dietro un pallone, che ascoltano attenti una spiegazione in classe, che si impegnano durante una verifica; per noi docenti è proprio così, ciò che arriva alla nostra sensibilità è il cuore, che si nasconde dietro un reato, ciò che ci spinge a sostenere iniziative come questa è la convinzione che in ogni individuo ci siano capacità da scoprire attraverso instancabili opportunità.
Una partita di calcio allora aiuta a migliorare l'atmosfera, ad accorciare le distanze, a superare qualche pregiudizio, affinché in classe ci si possa sentire liberi di dar voce alle proprie opinioni, alle proprie emozioni, ad un confronto stimolante culturalmente, che aiuti a sviluppare senso critico e susciti riflessioni profonde.
Il clima sereno, la cordialità, la passione nel gioco, il desiderio di dare il meglio di sé, è questo che oggi si è visto in tutta la durata del gioco, e, da parte dei detenuti la voglia di sentirsi ancora parte della società e non rifiuti da dimenticare, mentre, da parte dei docenti, l'amore per il proprio lavoro, e l'essere disposti ad essere un sostegno costante e a dare continue sollecitazioni per sviluppare quel positivo e buono che c'è in ogni persona.
Oggi hanno veramente vinto tutti. Al fischio finale, terminata la sfida sul campo, è iniziato il "terzo tempo" con strette di mano, abbracci , foto ricordo e panettone.











