di Elisabetta Di Carlo
certastampa.it, 23 aprile 2024
Ad uccidere il detenuto 41enne di origini marocchine sarebbe stato un arresto cardiaco improvviso sopraggiunto nel sonno così avrebbe stabilito la ricognizione cadaverica disposta, senza ulteriore necessità di autopsia, dal magistrato di turno, il pubblico ministero Davide Rosati. A dare l’allarme agli agenti della polizia Penitenziaria di servizio nel reparto dov’era recluso è stato il compagno di cella. La salma è stata subito messa a disposizione dei familiari.
A Castrogno, il 41enne era stato trasferito nel 2022 per finire di scontare una pena per reati di violenza sessuale e da lì sarebbe uscito definitivamente ad agosto. La domanda è sempre la stessa: quali sono le condizioni di vita al carcere di Castrogno? Si poteva salvare se fosse dato l’allarme in tempo il detenuto morto ieri mattina all’alba o siccome è un detenuto tutto questo poco importa?
Due settimane fa a Castrogno l’ennesima tragedia. Il 20enne Patrick Guarnieri, fu ritrovato morto impiccato nella cella il giorno del suo compleanno dopo essere arrivato in carcere per un aggravamento della misura del divieto di dimora violato. Una domanda viene spontanea perché i solerti sindacalisti del carcere di Castrogno hanno imboscato la notizia? Non era forse meritevole di attenzione per tutta la stampa? Nell’attesa di una risposta che non arriverà attendiamo la prossima manifestazione e sfilata dei politici davanti al carcere anche se non è detto che ci saremo stavolta.









