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di Sofia Coletti

La Nazione, 8 luglio 2024

La punta massima delle criticità del sistema carcerario umbro emerge anche dal numero dei tentati suicidi tra i detenuti e, in particolare per il penitenziario di vocabolo Sabbione, a Terni, da quello dei suicidi. “Gli Istituti dove sono avvenuti il maggior numero di suicidi tra il 2023 e il 2024 sono le Case Circondariali di Roma-Regina Coeli, di Terni, di Torino e di Verona - si legge su rapportoantigone.it -. In ognuno dei quattro Istituti si sono verificati cinque casi di suicidio. Sia a Terni che a Torino i casi sono stati quattro nel 2023 e uno nel 2024, mentre a Verona sono stati tre nel 2023 e due nel 2024. A Regina Coeli sono avvenuti tutti nel 2023, rappresentando così l’Istituto con il maggior numero di suicidi nel corso dell’anno passato”.

“Seguono, con quattro casi di suicidi, le due grandi Case Circondariali cittadine di Milano San Vittore e Napoli Poggioreale - continua rapportoantigone.it. A San Vittore i suicidi sono avvenuti tutti nel 2023, mentre a Poggioreale uno nel 2023 e gli altri tre, nel giro di una settimana, a gennaio 2024. Vi sono poi sette Istituti dove i casi di suicidio sono stati tre: Cagliari, Milano Opera, Parma, Pescara, Santa Maria Capua Vetere, Taranto e Venezia. In tutti gli Istituti citati si registra una situazione più o meno grave di sovraffollamento”. Terni ospita circa 560 detenuti, un centinaio in più di quelli previsti. Ma nei quattro penitenziari umbri (Perugia, Orvieto, Terni e Spoleto, gli ultimi due di massima sicurezza) aumentano i tentativi di suicidio tra i reclusi. A fornire i numeri del fenomeno, nei giorni scorsi, era stato il procuratore generale Sergio Sottani: venticinque tentativi di suicidio e tre suicidi nel 2022, aumentati nel 2023 a trentasei casi di tentato suicidio e quattro suicidi. Nel primo quadrimestre di quest’anno si sono già riscontrati ventitré tentativi di suicidio ed un suicidio.

“Oltre a favorire percorsi alternativi alla detenzione intramuraria - è la proposta avanzata nel Rapporto Antigone - soprattutto per chi ha problematiche psichiatriche e di dipendenza, è necessario migliorare la vita negli istituti, per ridurre il più possibile il senso di isolamento e di marginalizzazione.