ternitoday.it, 25 ottobre 2020
Decine di contagiati, c'è anche un agente della penitenziaria. Almeno venti positivi dietro le sbarre della casa circondariale di Terni, sono tutti detenuti dell'alta sorveglianza.
Il Sarap, Sindacato autonomo ruolo agenti penitenziaria, parla di "lazzaretto". Claudio Cipollini Macrì, garante autonomo dei detenuti, invoca l'articolo 32 della Costituzione, quello che ribadisce come "fondamentale" il "diritto alla salute" dei cittadini. Sullo sfondo ci sono le sbarre del carcere di vocabolo Sabbione di Terni, contaminate dal Covid-19.
Secondo il Sarap i contagiati nella casa circondariale sarebbero 22. "Radio carcere" rilancia stime ancora più alte: 40 positivi, piegati sotto la spada di Damocle che attende l'esito di circa duecento tamponi che potrebbero portare la situazione sull'orlo del baratro. "Una bomba ad orologeria", dice il segretario nazionale del Sarap, Roberto Esposito.
"Il Sarap - aggiunge Esposito - ritiene che quella di Terni è una realtà che andrebbe gestita in maniera totalmente differente da come invece avviene oggi. Riteniamo necessario che le ubicazioni dei detenuti per motivi sanitari vanno ponderate ulteriormente dal responsabile della sicurezza dell'istituto di Sabbione, considerando che oggi all'interno il virus stia circolando pesantemente.
Questo riverbera il discusso Modus operandi della dirigenza del carcere di Terni, compromettendo anche la salute del personale di polizia penitenziaria, costretto a lavorare all'interno di sezioni detentive dove sono assegnati solo detenuti affetti da Covid19". E infatti, tra gli agenti si registra un caso di contagio. Che potrebbe non essere né l'ulimo né - tantomeno - l'unico.
Le voci che rimbalzano invece tra i famigliari dei detenuti - sottoposti ad un "isolamento" forzato dallo scorso mese di marzo, per cui non possono incontrare né parenti né legali - sono ancora più fosche. "È una situazione surreale - dice la moglie di un detenuto - per cui le persone non sono state neanche visitate e vengono tenute in isolamento in celle piene di umidità".
Il Sarap chiede "agli organi competenti" di "prendere in gestione l'istituto ternano visto il numero elevato di infetti rilevati e di disporre tamponi a tutto il personale che quotidianamente entra in contatto con soggetti già risultati positivi, cercando di riportare il giusto equilibrio tra gestione dell'istituto e gestione del personale, cosa che oggi è compromessa.
"In tali circostanze di emergenza non si deve dimostrare a tutti i costi, anche con la mancanza di giuste regole, di poter gestire una situazione così delicata senza chiedere l'aiuto di alcuna istituzione a discapito e negando la dovuta sicurezza al lavoratore, e mostrando l'assoluta assenza di attenzione nei confronti di chi ogni giorno è in prima linea".










