di Maria Giulia Pensosi
umbria24.it, 2 maggio 2025
Il gesto estremo dell’uomo nel pomeriggio di giovedì, a darne notizia il Sappe. Caforio: “Risposte immediate dalle istituzioni”. Detenuto si toglie la vita “Verso le 18, a togliersi la vita è stato un detenuto italiano, per reati contro la famiglia: non si conoscono i motivi, era in cella con altro detenuto italiano. Purtroppo, ogni tentativo di impedire il tragico decesso si è rivelato vano”, scrive Fabrizio Bonino, segretario per l’Umbria del Sindacato autonomo polizia penitenziaria. “Esprimiamo innanzitutto il nostro profondo cordoglio per la perdita di una vita umana. È sempre doloroso, per chi lavora nel mondo penitenziario, trovarsi di fronte a simili tragedie che lasciano un senso di impotenza e di profonda amarezza. Ma ancora una volta, siamo costretti a sottolineare quanto la questione del disagio psichico e del rischio suicidario all’interno degli istituti penitenziari rappresenti una vera emergenza nazionale.
La Polizia Penitenziaria, pur con abnegazione e professionalità, continua a operare in condizioni di costante tensione, spesso in solitudine operativa e senza gli strumenti idonei per affrontare adeguatamente situazioni così complesse”. Bonino scrive che il Sappe “ha più volte richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di potenziare i servizi di assistenza psicologica, rafforzare l’organico, migliorare la formazione specifica e garantire presìdi adeguati alla prevenzione dei gesti autolesivi”. “Questo ulteriore suicidio avvenuto nel carcere di Terni deve far riflettere sulla condizione in cui vivono i detenuti e su quella in cui è costretto ad operare il personale di Polizia Penitenziaria”, commenta Donato Capece, segretario generale del Sappe.
Il Garante Caforio: “Con l’ennesimo suicidio di oggi primo maggio di un detenuto nel carcere di Terni si ha la conferma della sconfitta della civiltà giuridica del sistema carcerario italiano. Questa ennesima morte è sulla coscienza di tutti e le istituzioni hanno l’obbligo prima morale e poi giuridico di dare immediate risposte”, così il Garante Giuseppe Caforio.











