di Massimo Solani
rainews.it, 17 aprile 2025
Terni primo penitenziario a recepire le linee guida, ma la carenza di personale è un problema. C’è un secondo detenuto della Casa circondariale di Sabbione che, a giorni, potrà ottenere un colloquio intimo con la partner senza il controllo della Polizia penitenziaria. Dopo il via libera dato dalla direzione della struttura e dal comando della penitenziaria al sessantenne campano che attraverso il proprio avvocato, Paolo Canevelli del foro di Roma, aveva messo in mora il carcere di Terni per non aver rispettato le tempistiche imposte dal giudice di sorveglianza di Spoleto, in ottemperanza della sentenza della Corte Costituzionale, sarà un detenuto romano cinquantottenne della media sicurezza, recluso dal 2024 per reati legati agli stupefacenti, ad usufruire della stanza ricavata negli spazi dell’area colloqui con gli avvocati.
Primo in Italia a mettere in pratica le linee guida del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il carcere di Terni si trova così a gestire questa nuova realtà pur nelle difficoltà di una situazione di sovraffollamento che vede oltre 600 detenuti a fronte di una capienza regolamentare da 422 posti e con gravi carenze all’organico della polizia penitenziaria.
Per questo negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli allarmi e le proteste dei sindacati della penitenziaria, preoccupati per l’aggravio di lavoro e procedure di controllo in una situazione già tesa per le proteste che da inizio aprile hanno accolto la circolare del Dap che impone la chiusura diurna delle celle dell’alta sicurezza. Per far fronte all’emergenza, fino ad oggi sono state bloccate tutte le ferie del personale, ma con le festività pasquali la situazione rischia di non essere gestibile considerando che, rispetto a quanto previsto in pianta organica, mancano circa 50 unità di personale. Compreso un vicecomandante e il comandante del nucleo traduzione e piantonamenti.











