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di Nicoletta Gigli

Il Messaggero, 9 febbraio 2025

Sulla denuncia accertamenti a 360 gradi della procura. Si è incatenata ad un cancello davanti al carcere di Sabbione per protestare contro presunte vessazioni cui sarebbe stato sottoposto suo fratello, ristretto a Terni. La clamorosa protesta della donna, 65 anni, campana, andata in scena nel primo pomeriggio di ieri, ha visto giungere sul posto gli agenti della squadra volante e della Digos, impegnati a tenere sotto controllo una situazione che rischiava di degenerare. La 65enne, che venti giorni fa ha denunciato presunti episodi di violenza nei confronti di suo fratello all’interno del penitenziario ternano, ha fatto sapere di aver interessato la procura della repubblica e il magistrato di sorveglianza perché approfondiscano la vicenda. Su quanto denunciato sono in corso accertamenti e verifiche a 360 gradi da parte della procura ternana.

Gli agenti della Digos hanno accompagnato la donna, che ha chiesto l’immediato trasferimento del fratello in un altro penitenziario, all’interno del carcere per un colloquio con un ispettore della penitenziaria. Dopo le rassicurazioni ricevute, col trasferimento del detenuto che pare sia stato accordato, la 65enne ha lasciato Sabbione. La protesta della donna in un periodo nero per il carcere ternano, che continua a contare aggressioni ed episodi violenti e che sconta la carenza di personale in un penitenziario dove ci sono 150 detenuti in più rispetto a quelli previsti.

È di queste ore l’incontro dei rappresentanti del sindacato Osapp con il prefetto, Antonietta Orlando. Al centro del colloquio la presenza delle diverse tipologie di detenuti e le difficoltà del personale nel gestire contemporaneamente circuiti detentivi come alta e media sicurezza, persone che si sono macchiate di reati a sfondo sessuale e soprattutto detenuti psichiatrici, per i quali il personale non ha competenze specifiche. Il tutto in un penitenziario che ospita i 41 bis.

Lente puntata sulla carenza di personale comprese le figure apicali, col sindacato che ha messo in evidenza l’assenza di un vice comandante e un comandante del nucleo traduzioni e piantonamenti, e sull’assenza di gestione del personale. Un quadro che provoca malessere tra il personale dovuto, per il sindacato, alla mancanza di confronto con le sigle maggiormente rappresentative. “È stato un incontro importante e cordiale” dice il segretario regionale Osapp, Roberto Esposito, che ringrazia il prefetto per “l’ascolto delle istanze rappresentate, consapevole che il lavoro di squadra e la sinergia istituzionale può solo portare benefici per la polizia penitenziaria”.