di Beatrice Martelli
Il Messaggero, 6 novembre 2024
“Ci domandiamo perché, proprio adesso che c’è bisogno di volontari”. L’associazione si occupava da molti anni di attività rivolte al reinserimento sociale delle persone detenute, in collaborazione con istituzioni del territorio e della regione. Tra laboratori e progetti teatrali, Toto Corde è un’associazione impegnata nella risocializzazione delle persone detenute: è attiva da circa vent’anni, con un lavoro che punta sull’aspetto sociale ma anche affettivo della costruzione di un futuro migliore. Il progetto è stato però interrotto, proprio in questi giorni. “Con grande dispiacere e profonda delusione, oggi ci domandiamo quali siano le ragioni che ci negano di proseguire questa attività che ha ottenuto risultati tangibili negli anni”.
“In questo particolarissimo momento storico, in cui le carceri sono sfornite di agenti di polizia penitenziaria e figure atte al trattamento, le attività di volontariato esperte e professionali diventano necessarie” dichiarano dall’associazione, che negli anni ha portato nel carcere il reiki, lo yoga della risata, giochi filosofici, il laboratorio di genitorialità insieme a altre attività. Gli spettacoli teatrali, ad esempio, erano strutturati in modo da permettere la retribuzione dei detenuti attori partecipanti.
L’appello che Toto Corde fa ai detenuti, insieme a un ringraziamento a tutti i collaboratori, è di “cercare di lavorare, di studiare, di leggere”; quello alle istituzioni di puntare non solo “sull’”ordine e sicurezza”, ma anche sulla risocializzazione”. Il fatto è anche un’occasione per puntare il faro sulla situazione nelle carceri, soprattutto quella ternana, tra problemi di sovraffollamento situazione che va avanti da molti anni ormai.
Al 31 marzo secondo il ventesimo rapporto Antigone sulle condizioni di detenzione, in Umbria il tasso di sovraffollamento delle carceri è stato del 115.5%, mentre “gli istituti dove sono avvenuti il maggior numero di suicidi tra il 2023 e il 2024 sono le Case Circondariali di Roma Regina Coeli, di Terni, di Torino e di Verona”; un numero che rischia quest’anno di superare il record del 2022.










