di Umberto Maiorca
ternitoday.it, 13 novembre 2024
Accolto il ricorso del Dap contro la decisione del Magistrato di Sorveglianza sulle modalità di conservazione dei cibi freschi di proprietà dei detenuti. La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria contro la decisione del Magistrato di sorveglianza di Spoleto con la quale era stato “imposto all’istituto penitenziario di dotare la sezione di un frigorifero per la conservazione dei cibi freschi, limitando l’uso delle borse termiche solo per i cibi che il detenuto deteneva nella cella” del carcere di Terni. Secondo i giudici di Cassazione, “i detenuti sottoposti al regime penitenziario differenziato hanno diritto alla corretta conservazione dei cibi freschi, attenendo ciò al diritto soggettivo alla salute e a una sana alimentazione, ma che le modalità con cui tale diritto viene esercitato costituiscono esercizio della discrezionalità amministrativa e non ledono alcun diritto soggettivo”.
Per i giudici romani sono state ritenute “idonee e rispettose del diritto alla salute le modalità di conservazione dei cibi freschi e surgelati riferite dall’istituto penitenziario, e non imponibile, perciò, un onere di predisporre modalità diverse”. Modalità che per i giudici “non violano il diritto soggettivo alla salute dei detenuti, ma costituiscono solo delle modalità organizzative non incidenti su tale diritto, modalità che l’amministrazione penitenziaria stabilisce in modo discrezionale”. La questione riguardava “non la conservazione di tali cibi in appositi frigoriferi o congelatori, ma se simili apparecchi debbano essere installati nella sezione che ospita i detenuti o se sia sufficiente l’utilizzo di quelli presenti nelle cucine del carcere”.
I detenuti sottoposti al regime penitenziario differenziato “hanno a disposizione una borsa termica nella propria cella, dotata di mattonelle refrigeranti che vengono consegnate ogni mattina” ma “i cibi surgelati vengono consegnati nell’immediatezza, per essere consumati in giornata o nel giorno successivo e i gelati vengono conservati nel congelatore della cucina e consegnati a richiesta, per il consumo immediato. Tali modalità sono state valutate idonee per assicurare una buona conservazione di cibi che, peraltro, vengono consumati dal detenuto nell’immediatezza della loro distribuzione”. Il detenuto che aveva presentato l’istanza, invece, sosteneva che questa fosse una “violazione del diritto soggettivo alla salute conseguente alla decisione dell’istituto penitenziario di non installare un frigorifero nella sezione” e che tale violazione fosse “evidente, venendo messo in pericolo o gravemente leso il diritto del detenuto di mangiare cibi freschi e sani, assicurando in modo corretto il mantenimento della catena del freddo”.











