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di Massimo Solani

rainews.it, 15 aprile 2025

La casa circondariale di Terni potrebbe essere la prima in Italia a consentire ai detenuti di svolgere colloqui intimi con il proprio partner. Una data ufficiale non c’è ancora e anche se quella comunicata ai detenuti interessati, ossia il 19 aprile, dovesse slittare dopo l’emanazione delle linee guida diramate la scorsa settimana dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, è chiaro che ormai si tratta di giorni.

Anche perché, scaduto il termine di due mesi indicato dalle ordinanze con le quali il magistrato di sorveglianza di Spoleto, Fabio Gianfilippi, fra la fine di gennaio e i primi di febbraio aveva accolto i ricorsi di due ospiti della struttura di Sabbione contro il rifiuto opposto dalla direzione allo svolgimento di incontri privati con le rispettive compagne, il carcere ternano rischia ora la messa in mora.

Per questo, la comandante della polizia penitenziaria Vanda Falconi e il direttore Luca Sardella, in attesa di ricevere dal Dap le risorse necessarie per la posa dei due moduli prefabbricati previsti, hanno allestito una stanza apposita in uno spazio, vicino alla cosiddetta sala magistrati dove avvengono gli interrogatori, di norma utilizzato per i colloqui fra i detenuti e gli avvocati. Lavori, eseguiti dai detenuti impegnati nelle squadre di manutenzione ordinaria del fabbricato, che hanno permesso di preparare un ambiente idoneo: climatizzato, dotato di un letto e servizi igienici.

Gli incontri avverranno secondo le modalità che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha indicato nelle linee guida comunicate venerdì scorso a più di un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime le norme sull’ordinamento penitenziario che vietano i colloqui intimi svolti senza la supervisione della polizia penitenziaria. Secondo il Dap, gli incontri (dai quali sono esclusi i detenuti al 41 bis e quelli in regime di sorveglianza particolare perché potenzialmente pericolosi) potranno avvenire una volta al mese, per una durata massima di due ore e in ambienti che non siano chiusi dall’interno.