di Nicoletta Gigli
Il Messaggero, 29 agosto 2025
“A Sabbione il problema del sovraffollamento è atavico. Ci sono 553 detenuti a fronte di una capienza stabilita in 422 e il personale della penitenziaria, con 206 effettivi sui 262 previsti in organico, è carente”. Il procuratore generale Sergio Sottani è appena uscito dal carcere di Sabbione. Ha voluto verificare di persona ancora una volta le condizioni all’interno del penitenziario ternano prima di recarsi nel carcere di Orvieto. A Sabbione, dal primo gennaio, si sono contati un suicidio consumato e sei tentati, 33 atti di autolesionismo e 27 aggressioni al personale della penitenziaria. Il procuratore Sottani ha visitato ogni sezione e le criticità non mancano: “Nel reparto M, quello dei protetti e delle persone che hanno compiuto reati di particolare riprovazione sociale la situazione è assolutamente inaccettabile.
Ci sono quattro persone in una cella che dovrebbe ospitare due detenuti. Cosi come il reparto di prima accoglienza - aggiunge il procuratore generale - dove nelle celle singole ci sono due detenuti. La situazione è assolutamente critica per il sovraffollamento e il poco personale. Questo rende complicato il controllo della struttura detentiva, dove resta l’emergenza per la presenza dei telefonini che non arrivano più con i droni ma con i metodi tradizionali”. In carcere di Terni conta 70 detenuti psichiatrici e 150 con problemi di tossicodipendenza.
“I condannati con problemi psichiatrici sono un grave problema a Sabbione - dice il procuratore Sottani. Dovrebbero stare in una Rems, che non c’è, o dovrebbero essere seguiti dai Sert che però non sene fanno carico, col risultato che restano in carcere con i noti problemi nei confronti della penitenziaria e degli altri detenuti”. La nota positiva è legata alle attività trattamentali in un penitenziario che, primo in Italia, ha aperto la stanza dell’affettività per l’intimità dei detenuti con mogli e conviventi.
“La biblioteca funziona bene, nel teatro fanno diverse attività e si punta anche sull’inserimento lavorativo e sulle attività di studio con La Sapienza” spiega Sottani che, dopo Terni, visita il carcere di Orvieto. Qui ci sono 128 detenuti a fronte di una capienza di 98, anche il personale della penitenziaria scarseggia ma la situazione è completamente diversa da quella vista a Terni. “Quello di Orvieto è un carcere collocato nella città e affidabile, non ha mai dato problemi - conferma il procuratore. Rispetto a Terni è un’isola felice, c’è una buona attività educativa, un laboratorio di oreficeria e non presenta grosse criticità. L’unico problema sono le celle, che ospitano sei, otto detenuti”. La visita di Sergio Sottani agli istituti penitenziari umbri si conclude oggi con il carcere di Spoleto e poi quello di Perugia.











