di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 12 settembre 2022
Il Terzo settore non è “terzo”. Non viene dopo un primo e un secondo, insomma. Non è marginale ma centrale. E per dimostrarlo Claudia Fiaschi parte da un parallelismo con la Rivoluzione Francese e con il Terzo Stato. Pochi mesi prima della convocazione degli Stati Generali, l’abate Seyès pubblica un pamphlet in cui “descrive il Terzo Stato come un uomo forte e robusto con un braccio ancora in catene, oppresso, ostacolato ed evidenzia che se si rimuovessero questi impedimenti sicuramente la Nazione sarebbe “qualcosa in più”“.
Chi è - Claudia Fiaschi, impegnata da sempre nel mondo del volontariato e delle cooperative sociali, dal 2005 al 2008 è stata Portavoce del Forum del Terzo settore: e “per fare un po’ la sintesi di questa esperienza, di questi incontri e di questa sfida politica affrontata” ha scritto il libro “Terzo - Le energie delle rivoluzioni civili” che domani è in edicola gratis con il Corriere della Sera come allegato del suo inserto Buone Notizie. Un libro la cui stesura è stata sollecitata da più parti, in realtà, perché al mondo del Terzo settore serve riflettere su cosa sono stati gli anni della Riforma e della ricerca di un nuovo protagonismo anche politico. E serve capire come muoversi ora per essere più incisivi.
Il libro viene presentato oggi durante un dibattito cui partecipano, oltre all’autrice, l’economista Stefano Zamagni (che firma anche l’introduzione) l’attuale Portavoce del Forum Vanessa Pallucchi e il presidente dell’associazione Vidas Ferruccio de Bortoli: il tutto trasmesso alle 15 in streaming su Corriere.it. Per ribadire che se quasi sette milioni di cittadini sono impegnati in questi mondi (e 850mila di loro ricevono uno stipendio), se il valore economico di questa macchina è di 72 miliardi di euro, davvero non si può fingere che non esista: “I numeri e i contenuti dell’impegno civico organizzato dei cittadini di una nazione e di ogni comunità sono un indicatore di civiltà”, scrive Fiaschi. Che poi non sono i “buoni” contro presunti “cattivi”: “il Terzo - prosegue l’autrice - è da considerarsi un pilastro delle nostre comunità ... radice di ogni forma di attività umana: politica, economica, lavorativa”.
Uomini e donne, volontari e attori del cambiamento - Fiaschi con sguardo disincantato affronta anche i limiti del Terzo settore: la fatica ad attivare il passaggio di testimone fra generazioni; l’atteggiamento competitivo che a volte “produce frammentazione” e riduce “l’efficacia dell’azione sociale e di rappresentanza”; la paura del cambiamento. Vero è che poi alla prova dei fatti, le donne e gli uomini che fanno parte di questo mosaico di capacità solidale riescono a fare la differenza, come dimostrato nelle recenti emergenze della pandemia e della guerra ucraina e come dimostra anche il quotidiano servizio a favore di bambini e anziani, donne sole e giovani in difficoltà, di persone malate, di disabili, di detenuti. Servizi a 360 gradi, dallo sport alla cultura, dall’ambito socio-sanitario a quello educativo. Ovunque ci sia un bisogno. Ovunque ci sia desiderio di generare benessere condiviso e diffuso.
Il Festival dell’Economia Civile - L’impatto ricade non solo sul welfare ma sul sistema economico del nostro Paese: ecco perché il libro “Terzo”, strumento utile di riflessione e orientamento, verrà poi presentato sabato 17 settembre anche nell’ambito del Festival dell’Economia Civile (Fnec) che comincia venerdì 16 a Firenze, organizzato da NeXt-Nuova economia. Scuola di Economia civile Sec, Federcasse e Confcooperative. All’evento è dedicata la copertina dell’inserto Buone Notizie di domani: perché, e non è un caso, dal libro di Claudia Fiaschi al Festival al nostro inserto, c’è un filo che unisce questi progetti. Una terza via per crescere insieme.










