di Stefano Tassinari*
Corriere della Sera, 23 aprile 2025
Dal 1° gennaio 2026 verrà meno l’esclusione Iva sui contributi supplementari versati dai soci per enti senza scopo di lucro. Dal 1° gennaio 2026, per bloccare una procedura d’infrazione europea, verrà meno l’esclusione Iva sui contributi supplementari versati dai soci a favore di associazioni senza scopo di lucro prive di natura commerciale, incluse quelle del Terzo settore. Tra queste vi sono le attività svolte con i propri soci sulle quali si regge larga parte della vita dell’associazionismo del Terzo settore, e per loro è solo prevista la mera esenzione dell’Iva e neanche su tutto. Lo Stato non incasserà un euro in più, mentre sarebbe un duro colpo a tanta coesione sociale.
Per questo il 15 aprile abbiamo promosso assieme ad Arci, un evento per rilanciare la proposta del Forum del Terzo settore che, limitandosi appunto alle sole associazioni del Terzo settore, prevede l’esclusione dall’Iva solo per le attività senza diretta corrispondenza tra contributi versati dai soci e costi effettivi sostenuti, rispettando così le norme europee. Esclusione che per altro è concessa, senza limiti, ad altri enti non di Terzo settore.
Come evidenziato dai responsabili di altre associazioni: gruppi scout, associazioni parrocchiali, centri giovanili, centri anziani, associazioni teatrali, gruppi sportivi e migliaia di altre esperienze non solo vengono gravate di adempimenti poco sostenibili, ma sono svilite, trattate come se fossero negozi o imprese e disconosciute nella loro identità di mutuo aiuto e partecipazione, riconosciuta dalla Riforma del Terzo settore, perché quei contributi riguardano una condivisione delle spese delle attività, e non una vendita di prestazioni o altro. Si genera valore, ma esclusivamente, come affermato tra gli altri dalla Responsabile nazionale all’Organizzazione dell’Agesci, Loredana Sasso, “un valore che è umano, sociale, ambientale, culturale”.
Tanti parlamentari intervenuti, di maggioranza e opposizione, si sono impegnati a sostenere la proposta e il Governo, per voce del viceministro Bellucci, a trattarla concretamente. Non è una questione che si può affrontare con esenzioni (che sono le benvenute per altre situazioni rivolte a non soci). Per il diffuso valore sociale e solidale, radicato da tanto impegno gratuito nelle nostre comunità, va recuperata l’esclusione che rende ragione della natura mutuale, associativa, dell’essere e fare insieme associazione.
*Responsabile nazionale Terzo settore Acli











