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di Elisabetta Soglio

 

Corriere della Sera, 25 dicembre 2021

 

Ecco i doni solidali per un mondo diverso. Adozioni a distanza, associazioni impegnate nei reparti ospedalieri, ma anche progetti come l'Enciclopedia delle donne o il Museo della Memoria collettiva. La notte della Vigilia scartiamo regali che aiutano a includere le persone in difficoltà o con disabilità.

Avete fatto un'abbuffata di regali? Magari siete del genere che si butta in qualche centro commerciale affollato nel giorno della Vigilia e non ne avete voglia. Oppure non avete ancora trovato l'idea "giusta". Un consiglio? Intanto ripartiamo dall'idea del dono: che è di mostrare con un pensiero impacchettato quanto teniamo all'altra persona e quanto la amiamo, genitore, compagna/o, figlia/o, amica/o che sia. Ma è anche voler restituire con un gesto il tanto che durante l'anno abbiamo ricevuto. E allora perché non allargare il nostro sguardo e approfittare di questa occasione per sostenere qualche realtà del mondo non profit? Perché non contribuire ad un progetto di solidarietà? Intervenendo a fine ottobre a Civil Week di Buone Notizie del Corriere, il premier Draghi ha ringraziato lavoratrici e lavoratori, volontarie e volontari del Mondo del Terzo settore: "Ora tocca a noi aiutarvi perché possiate continuare ad aiutarci". Ecco, tocca un po' anche a noi e il Natale potrebbe essere l'occasione giusta per scoprire come.

Un primo suggerimento è quello di andare a curiosare sulla piattaforma di Italia non profit (qui il sito), che anche quest'anno ha raccolto, validato e messo in fila una serie di proposte di doni solidali, dividendoli per categorie e non solo: il motore di ricerca ci aiuta anche a scoprire cosa è attivo più vicino a noi, oppure ci consiglia sulla base dei temi che più ci stanno a cuore. E si trova davvero di tutto: dalle tantissime associazioni impegnate nei reparti ospedalieri del nostro Paese e quelle che supportano i pazienti e le famiglie di chi è affetto da malattie rare; dai grandi "marchi" del Terzo settore, al mondo della cooperazione internazionale con, ad esempio, le proposte di adozioni a distanza. E poi molte realtà più piccole impegnate su progetti particolari, come la società per l'Enciclopedia delle donne o il Museo della memoria collettiva di Gemona del Friuli, giusto per citarne un paio. Come spiega Giulia Frangione, Ceo di Italia non profit, "i regali solidali che scegliamo di acquistare ci parlano del mondo che vogliamo costruire, oltre che delle cause che ci stanno a cuore. Le organizzazioni non profit sono pronte ad agire il cambiamento anche grazie a una Riforma del Terzo settore che le lascia più libere di gestire le "attività diverse" e di proporre nuovi modelli di intervento e finanziamento: è arrivato il momento di fare la differenza per l'interesse di tutti".

Altra idea è di andare a navigare sul sito e-commerce di Gioosto (qui il link) che per Natale ha raccolto sotto lo slogan "Non è carità, ma un regalo per te e per gli altri" le proposte di prodotti alimentari e pacchi dono realizzati da diverse cooperative e imprese sociali del Sud. Qui fare economia solidale è più difficile perché ci si trova spesso a dover combattere contro varie forme di criminalità organizzata e per questo alle battaglie di questi giovani imprenditori sociali serve anche il nostro sostegno. E certo, il dono ordinato il 24 dicembre non sarà all'indirizzo che vogliamo entro il giorno di Natale: ma un giro su questo sito ci presenta realtà che potranno accompagnarci durante il resto dell'anno con la loro frutta, la loro pasta biologica, i sughi e le marmellate, il caffè e il cioccolato. Perché fare la spesa con questo criterio aiuta noi a mangiare sano e fa bene a chi combatte la mafia, il caporalato, a chi fa inclusione di persone svantaggiate o disabili e ai più fragili in generale.

Infine una idea più di nicchia ma che negli anni è molto cresciuta: i Nipoti di Babbo Natale, della associazione comasca un Sorriso in più, avevano cominciato raccogliendo i desideri degli ospiti di qualche casa di riposo della loro zona. Li avevano messi sul loro sito cercando qualcuno che li realizzasse e l'iniziativa è talmente cresciuta che le domande non erano sufficienti rispetto alle tante risposte piovute dal web. Così il progetto si è allargato a tante cose di riposo: e oggi all'indirizzo web nipotidibabbonatale.it (qui il link) c'è chi chiede una spilla o un bambolotto; chi vuole uscire a pranzo e chi vorrebbe l'abbonamento a una rivista; chi ha bisogno di una cassettiera da tenere in stanza e chi cerca la statua di una Madonnina. Desideri che profumano di solitudine e tenerezza e che possiamo soddisfare davvero con poco, entrando anche in contatto con chi lo ha espresso. Perché in fondo Natale è regalare un sorriso a chi ne ha tanto bisogno. E quel sorriso renderà più leggeri anche noi.