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di Paola D’Amico

Corriere della Sera, 2 settembre 2024

I volontari sono libri aperti, raccontano a chi li “prende in prestito” storie uniche. Una esperienza nata in Danimarca 24 anni fa, oggi è presente in sei Continenti. In Italia, il progetto è portato avanti dalla Associazione Pandora. È nata in Danimarca, a Copenaghen, nel 2000. In breve, si è diffusa a macchia d’olio in giro per il mondo. Si chiama The Human Library, e qui ad essere presi in prestito non sono i libri ma esseri umani che diventano dei “libri aperti”, raccontano la propria vita come fosse un libro. In questi anni è diventata un’organizzazione e un movimento internazionale il cui obiettivo è affrontare i pregiudizi delle persone aiutandole a parlare con coloro che normalmente non incontrerebbero. In Italia, per esempio, a divulgarla ci pensa l’Associazione culturale Pandora di cui è presidente Sandra Gambassi. A raccontarci come funziona è il responsabile del progetto Paolo Martinino: “Abbiamo iniziato nel 2015 quando siamo entrati in contatto con l’associazione internazionale di cui oggi siamo i referenti per l’Italia - spiega -, abbiamo fatto due convegni a Firenze e a Pistoia e iniziato a creare eventi. Individuiamo persone che possono diventare libri viventi su un territorio, li formiamo, allestiamo l’evento The Human Library, le persone arrivano, scelgono il libro, si siedono davanti alla persona, la ascoltano, dialogano per 30 minuti”. L’obiettivo, infatti, è la costruzione di relazioni tra persone e “gettare un seme - conclude Martinino - e spesso funziona, nascono localmente altre Human Library”.

Biblioteca composta dai volontari - La biblioteca è anche itinerante. Perché i libri umani sono composti da volontari che hanno un’esperienza personale con il loro argomento. Spiega Ronni Abergel, uno dei fondatori con il fratello Dany e gli amici Asma Mouna e Christoffer Erichsen e - come si legge sul sito - “offre formazione sulla diversità, l’equità e l’inclusione per le aziende che desiderano incorporare meglio la comprensione sociale all’interno della propria forza lavoro, nonché accrescere la propria consapevolezza culturale per partnership più profonde con i client”. In altre parole, “la Human Library® è un luogo dove le domande difficili sono attese, apprezzate e ricevono risposta”.

Un giardino per la libreria di Copenaghen - Prende vita in biblioteche, musei, festival, conferenze, scuole, università di 85 Paesi. “Ospitiamo eventi in cui i lettori possono prendere in prestito esseri umani che fungono da libri aperti e avere conversazioni a cui normalmente non avrebbero accesso. Ogni libro umano del nostro scaffale rappresenta un gruppo della nostra società che è spesso soggetto a pregiudizi, stigmatizzazione o discriminazione a causa del suo stile di vita, della sua diagnosi, delle sue convinzioni, della sua disabilità, del suo status sociale, della sua origine etnica, ecc.”. Ronni Abergel ha anche creato un giardino di lettura per la Human Library. Dopo aver ottenuto il sostegno della città di Copenaghen, il giardino è stato progettato in stretta collaborazione tra un team di volontari della Human Library e l’architetto Tina Vilfan: è un luogo in cui ci si può sedere comodamente e confrontarsi con persone che si sono offerte di essere un libro aperto sulla loro esperienza vissuta. Per un massimo di trenta minuti si può porre qualsiasi domanda sul loro argomento.

Come funziona - È un luogo “sicuro in cui esplorare l’umanità, essere coraggiosi - si legge nel sito - e porre domande che possono aiutare a sfidare gli stereotipi e a comprendere meglio la diversità della nostra comunità. I nostri libri accolgono le vostre domande”. I libri vengono catalogati in schede, disponibili sul sito, che riportano la foto del protagonista accompagnata da una frase chiave, dal motivo per il quale la storia sia stata pubblicata e quali pregiudizi/stereotipi si vogliano sconfiggere attraverso di essa e da una fonte che approfondisca il tema trattato, soprattutto se si tratta di disturbi del neuro-sviluppo come l’autismo. Chiunque può diventare un libro umano e mettere gratuitamente a disposizione la propria storia e il proprio tempo.