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di Angela Stella

L’Unità, 29 novembre 2023

Crosetto cosa sa? E cosa lo ha spinto ad alzare un polverone così alto e uno scontro così acceso con l’Anm dopo che il Governo Meloni aveva dato dei segnali di distensione negli ultimi tempi? “Se interessati, incontrerei molto volentieri il Presidente dell’associazione Magistrati Santalucia ed il suo direttivo per chiarire loro le mie parole e le motivazioni. Così capiranno che alla base c’è solo un enorme rispetto per le istituzioni. Tutte. Magistratura in primis”: ecco che nel pomeriggio di ieri, dopo due giorni di feroci polemiche, arriva la retromarcia del Ministro della Difesa Guido Crosetto. Alla quale il leader dell’Anm risponde: “Chiediamo al ministro Crosetto che vengano fugati sospetti e ombre, non deve lasciare che le sue parole cadano nel vago. Se c’è da chiarire lo faccia, nei modi che preferisce”. Parliamo di retromarcia, in virtù di tutto quello che il ministro aveva detto nelle ultime 48 ore.

Partiamo dalla sua intervista di domenica al Corriere della Sera in cui ha parlato di opposizione giudiziaria da parte di alcune correnti della magistratura, Area ed Md, che sarebbero all’opera per “fermare la deriva antidemocratica a cui ci porta la Meloni”. Difficile interpretare il pensiero di Crosetto in questa due giorni: nell’intervista non cita le correnti, poi nel pomeriggio di domenica consiglia di sentire la registrazione dei loro recenti congressi, poi dice addirittura di voler parlare al Copasir, per necessità di riservatezza.

Poi nella giornata di ieri, nella chat della comunicazione del responsabile di via Venti settembre, vengono inviate sia una dichiarazione ripresa dall’Ansa dell’ex Segretario di Area Dg, Eugenio Albamonte, in cui definiva “indegno scavare nella vita privata dei giudici” in riferimento al caso Apostolico, e poi il link di Radio Radicale della seconda giornata del congresso di Area dove, tra l’altro, l’ex leader non parlava.

Insomma, ci siamo chiesti, Crosetto cosa sa? E cosa lo ha spinto ad alzare un polverone così alto e uno scontro così acceso con l’Anm dopo che il Governo Meloni aveva dato dei segnali di distensione negli ultimi tempi, a partire dal congelamento della riforma sulla separazione delle carriere, per finire con l’incontro con Giovanni Melillo alla Dna? E cosa lo ha portato poi a distendere gli animi con la richiesta di incontro ai vertici del ‘sindacato delle toghè?

Nella tarda mattina di ieri Crosetto era pure tornato sull’argomento con un tweet polemico: “Una risposta al fondo di un’intervista su tutt’altro. Una risposta nella quale racconto una cosa riferitami. Una preoccupazione, non un attacco. Dico che voglio riferire al Parlamento. Vengo attaccato, insultato, minacciato, offeso. Preventivamente. Dovrei avere paura? Non ne ho”.

Queste parole di certo non avevano chiarito la questione. Ricordiamo però che il presidente del Senato La Russa solo a metà novembre è stato l’ospite politico principale del Congresso di Magistratura Democratica. La domanda è: Meloni sapeva delle preoccupazioni di Crosetto? Perché nessuno ha avvisato La Russa che si stava recando proprio nella presunta tana di sovversivi magistrati?

Il presidente del Senato poi era andato a portare un messaggio di pace alle cosiddette toghe rosse: percorriamo insieme la strada delle riforme, aveva detto. “Crosetto avrà più notizie di me, per quello che so, registro il suo allarme” ha detto La Russa ieri. Se l’allarme di Crosetto “è teorico, e se riguarda il passato e la storia, lo condivido e lo capisco” visto che “la magistratura qualche volta è entrata a gamba tesa, guardo ai magistrati che volevano fare politica a colpi di sentenze e capisco quello che dice”. “Se guardo al presente non ho elementi per aiutare” su questa cosa, ha aggiunto.

Sulla questione si è espresso anche il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto a un Giorno da pecora: “Stimo Guido Crosetto, se ha fatto quella dichiarazione avrà le sue ragioni, non sono un ‘colpo di fulminè”. Gli è stato poi chiesto se vedesse la possibilità di complotti, possibilità che sembra agitare Crosetto: “Complotti non ne vedo, da nessuna parte. E a noi di Fi quello che interessa è che le riforme procedano spedite”.

Mentre Enrico Costa, responsabile giustizia di Azione, difende senza se e senza il Ministro: “Crosetto ha detto cose che sono sotto gli occhi di tutti. Li avete ascoltati gli interventi ai congressi delle correnti di Area e Md? L’avete letta l’intervista al segretario di Area? Le avete viste le prese di posizione dell’Anm tese a condizionare il legislatore su riforme in itinere? Crosetto non ha parlato di inchieste, ma di prese di riunioni di corrente. Se mi dite dove si firma, vado a sottoscrivere le sue parole”. All’Unità così commenta Giovanni Zaccaro, neo Segretario di Area Dg: “Il ministro Crosetto dice e non dice. Al congresso di Area a Palermo c’erano pure il ministro della giustizia e la vice presidente del Senato, possibile che non si siano accorti di essere finiti una riunione sediziosa?”.

Mentre Stefano Musolino, Segretario di Magistratura Democratica, preferisce non aggiungere altro se non che la risposta a Crosetto è “la trasparenza dell’ultimo Congresso di Md dove tutto è visibile e documentato su Radio Radicale”. È tornato a parlare anche Giuseppe Santalucia ieri a ‘24 Mattino’ su Radio 24: “Noi non remiamo contro, non collaboriamo: facciamo un altro mestiere, esercitiamo la giurisdizione. Se non ci si intende su questa premessa tutto il resto è ovviamente frutto di un gigantesco equivoco che disorienta la pubblica opinione che sente dalla parola di un autorevole ministro associare la giustizia all’opposizione politico-partitica e questo è qualcosa di inaccettabile”.