Il Sole 24 Ore, 2 febbraio 2021
Si utilizzino i magistrati in servizio da più di 20 anni, prevedendone la permanenza nelle funzioni. I magistrati onorari si dicono pronti a dare il proprio contributo per lo smaltimento dell'arretrato. Ma offrono alla politica una ipotesi diversa da quella contenuta nel Recovery plan. Il documento destinato alla Ue prevede infatti l'assunzione di 2.000 magistrati onorari aggregati (1.000 per ogni ciclo, della durata di due anni e mezzo), con la funzione di "collaborare con i giudici professionali che operano nelle sedi gravate da arretrati significativi nel settore civile, elaborando bozze di sentenze". Ma per i "non togati" si tratta di altro precariato. La ricetta, dunque, deve essere diversa e deve fondarsi sul ricorso alla magistratura onoraria già in carica prevedendone una sorta di stabilizzazione.
Di fronte a una pandemia che "ha quasi arrestato la macchina giudiziaria, già in precedenza in profonda crisi", l'Associazione della magistratura onoraria è disponibile "a mettere a disposizione del Paese" la propria "professionalità ed esperienza ultraventennale" e a far parte di task force per "abbattere nell'arco di tre anni l'arretrato". In cambio chiede "la rapidissima approvazione con Decreto legge della riforma della magistratura onoraria che riconosca la piena dignità e la permanenza nelle funzioni ed il rispetto dei diritti costituzionali (in primis previdenziali ed assistenziali), ancora oggi inopinatamente negati".
L'Associazione ha fatto anche i conti: utilizzando nelle task force per abbattere l'arretrato i magistrati precari in servizio da 25 anni, la spesa sarebbe nel triennio inferiore ai 200 milioni a fronte di un beneficio di oltre 40 miliardi di euro, visto che tanto costa all'Italia l'inefficienza della giustizia, l'equivalente del 2,5% del Pil. Senza contare "le diverse centinaia di milioni di euro che l'Italia spende ogni anno per le condanne per l'irragionevole durata dei processi ai sensi della cd. legge Pinto". "In Italia Giudici di pace e Giudici di tribunale hanno definito negli ultimi 20 anni circa quaranta milioni di procedimenti in tempi celerissimi: la durata media dei giudizi è stata inferiore all'anno", afferma l'Associazione citando dati del ministero della Giustizia.
Proprio per questo nelle task force andrebbero utilizzati i magistrati in servizio da più di 20 anni, non invece "nuovi precari", come si intenderebbe fare, "spendendo cifre dieci volte superiori", perché in quel caso "occorrerebbero non meno di cinque anni solo per avviare la macchina".











