di Luana de Francisco
Messaggero Veneto, 12 aprile 2020
Avevano protestato alla notizia dell'arrivo di un gruppo di detenuti dalla casa circondariale di Bologna - quella dove si trovava il 76enne siciliano con coronavirus morto il 2 aprile dopo un ricovero di una settimana in ospedale - e ieri quel timore ha trovato riscontro nell'esito del tampone: cinque delle sette persone trasferite al carcere di massima sicurezza di Tolmezzo a fine marzo, per quanto asintomatiche, sono risultate positive al Covid-19.
"Li avevamo messi in isolamento precauzionale per quattordici giorni e nessuno di loro presentava segni tali da destare preoccupazione, tanto più essendo risultati negativi al tampone alla partenza da Bologna - riferisce il direttore del penitenziario, Irene Iannucci. Questa mattina (ieri, ndr), però, l'Azienda sanitaria ci ha comunicato la positività per cinque di loro. Dal loro arrivo, si trovano in una sezione creata ad hoc per l'isolamento sanitario". Difficile sbilanciarsi sul resto, ovviamente. "Al momento, non abbiamo notizie di altri casi, neppure tra gli agenti della Polizia penitenziaria - aggiunge Iannucci. Ma a brevissimo sottoporremo ad accertamento tutte le persone che sono state a più stretto contatto con loro".
Il tampone sul personale sarà eseguito il giorno di Pasquetta. "In maniera coscienziosa e professionale, la direzione tolmezzina ha agito nella massima trasparenza, informando dei contagiati sia i detenuti sia gli operatori - il commento di Massimo Russo, delegato nazionale del Sindacato autonomo Polizia penitenziaria.
E questo, contrariamente a quanto avvenuto a Udinese (dove il 26 marzo era stato ricoverato il medico incaricato e c'è un contagiato anche tra gli agenti, ndr), dove hanno tenuto il massimo riserbo permettendo l'eventuale diffondersi del virus e mettendo a rischio la salute del personale e degli stessi detenuti". Perplessità, intanto, è stata manifestata anche dalla Cgil Fp.
"Non si capisce perché l'amministrazione penitenziaria abbia deciso di spostare quei detenuti - dice il segretario provinciale Andrea Traunero. Ora ci auguriamo vengano messi a disposizione del personale i dispositivi più adeguati e non i guanti e le mascherine abitualmente adoperati in servizio".










