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di Marina Lomunno

La Voce e il Tempo, 7 luglio 2022

È in libreria il terzo romanzo di Ennio Tomaselli che affronta con la solita passione e perizia i temi del disagio giovanile aiutandoci a capire i motivi per cui certi minori incappano nelle maglie della giustizia. “Fronte Sud” (Manni Editore) ha ancora come protagonista il magistrato minorile Salvatore Malavoglia e chiude una “trilogia” aggiungendo un elemento in più sui giovani vittime dell’illegalità e autori di reati: l’immigrazione dei ragazzi stranieri che sbarcano nel nostro Paese e le motivazioni storiche del fenomeno. “Sullo sfondo del romanzo”, spiega Tomaselli, “ci sono le vicende della guerra d’Etiopia (ex colonia italiana) fino al massacro di Addis Abeba del febbraio 1937.

Anche se il fulcro del romanzo riguarda il presente in termini di stretta attualità: i ragazzi africani che arrivano in Italia, il razzismo in varie forme, la guerra intestina in Etiopia fra il Governo centrale e il Tigrai e la consapevolezza del passato - e anche delle parti ‘cattive’ di certe eredità - che serve a Malavoglia (ma dovrebbe essere così per tutti) come una delle basi per orientare le scelte di oggi”.

È qui il messaggio del romanzo che prende il via da una aggressione notturna ad opera di alcuni giovani e che sconvolge la vita del magistrato minorile e della sua compagna Elettra. Lasciando al lettore la scoperta di quanto avviene nella incalzante narrazione, “quello che ci tocca è guardare sempre verso il Sud del mondo e della vita, verso le aree più problematiche della storia e della memoria”, prosegue Tomaselli.

Un compito arduo, oggi più che mai, per chi con coscienza ha scelto il mestiere del magistrato. E la penna di “Fronte Sud”, come per gli altri due romanzi, è “competente” in materia: Ennio Tomaselli, classe 1950, ha prestato servizio in magistratura dal 1978 al 2014, sempre a Torino. Ha operato prevalentemente in ambito minorile, sia come giudice del Tribunale per i minorenni (fu lui a scrivere la sentenza di primo grado del processo dei due minori di Novi Ligure) che come pubblico ministero presso lo stesso Tribunale.

Dal 2005 al 2009 è stato a capo della Procura minorile della Repubblica. Andato in pensione, ha scritto tra l’altro un saggio (“Giustizia e ingiustizia minorile. Tra profonde certezze e ragionevoli dubbi”, Franco Angeli editore) e i tre romanzi (tutti editi da Manni, una coraggiosa editrice pugliese). Nei suoi libri, “Messa alla prova”, “Un anno strano” ed ora “Fronte Sud”, al centro ci sono ragazzi e ragazze che nascono in “culle sbagliate” - a cui l’autore ha dedicato la maggior parte della sua vita di magistrato - che hanno un denominatore comune: famiglie (dove ci sono) diseducative, disfunzionali, disagiate “senza i fondamentali”.

Ragazzi che, se non hanno la fortuna di incontrare adulti significativi, più di altri rischiano di sbandare. Nel suo primo romanzo, “Messa alla prova”, il protagonista Vito ha alle spalle un’adozione fallita. Nel secondo, “Un anno strano”, la protagonista Romy è una ragazza vittima di precoce abbandono materno e con un padre tossicodipendente.

Entrambi sono entrati in rapporto con contesti a rischio. E solo dall’incontro con adulti-educatori - come il magistrato Malavoglia - che in varie forme si fanno carico di loro cercando di mantenere comunque un “aggancio” con la società sana, le situazioni iniziano a mutare e può iniziare “un percorso che apre alla riparazione del danno e alla tutela della vittima”, come scrive bene Paola Cereda nell’introduzione di “Fronte Sud”.