sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Carlo Antonio Di Vece

torinocronaca.it, 4 giugno 2025

Le vittime furono nove detenute e due agenti di custodia. A causare le fiamme il rogo di trecento materassi altamente infiammabili. Ivana, Rosa, Paola, Lauretta, Lidia, Morsula, Ediita, Beatrice e Radica. Questi i nomi delle nove detenute che, il 3 giugno 1989, persero tragicamente la vita nell’incendio della sezione femminile del carcere Lorusso e Cutugno di Torino, soffocate dai fumi tossici presenti nel settore. Insieme alle ristrette, anche Rosetta e Maria Grazia, due agenti di custodia, morirono nel drammatico incidente. A distanza di 36 anni dalla tragedia, il ricordo delle 11 donne è ancora vivo, nella speranza che gli incidenti nelle carceri italiani diminuiscano, infatti sono ben 31 quelli accaduti a partire dal 2025 ad oggi.

L’incendio scoppiò intorno alle 22.30 di quel tragico giorno, e fu innescato dal rogo di 300 materassi presenti nella struttura, piazzati sotto le finestre della sezione, che erano destinati alle celle, come rimpiazzo di quelli precedenti. L’alta infiammabilità degli strapunti, e il conseguente rilascio di fumi altamente tossici contenenti acido cianidrico e acido cloridrico, fu fatale per le nove detenute e le due guardie. Le undici vittime, infatti, persero la vita in pochissimi minuti, stordite e soffocate a causa delle esalazioni. Per scampare all’incendio, alcune detenute cercarono di chiedere aiuto nella sezione maschile, attraverso l’utilizzo di segnali luminosi, ma per le 11 donne non ci fu nulla da fare. A contribuire alla tragedia l’arrivo in ritardo dei soccorsi sul luogo dell’accaduto e soprattutto la mancanza di un piano antincendio, in una struttura che era stata inaugurata solo da un anno, nata per sostituire Le Nuove, in funzione fino al 1988. Accortezze che avrebbero potuto salvare la vita ad 11 donne.

Nel processo condotto per far luce sull’accaduto, portato avanti dall’impegno dell’avvocato delle detenute Bianca Guidetti Serra, non fu attribuita nessuna responsabilità per l’incidente. Le due agenti furono riconosciute dal Ministero dell’Interno come “Vittima del Dovere” e insignite della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Memoria. Dopo l’accaduto, inoltre, alcune detenute furono ritrasferite nel carcere de Le Nuove, in un momento non facile per il penitenziario, poiché all’interno erano presenti i ristretti semiliberi.