di Gabriele Guccione
La Repubblica, 12 febbraio 2015
Progetto in collaborazione tra Comune e carcere delle Vallette: ai reclusi, tutti con pene lievi, si valuterà se dare un voucher di 10 euro al giorno. Il lavoro volontario potrà essere esteso anche a pensionati e cassintegrati. Daranno una mano a tenere pulite le strade nei giorni dell'invasione dei pellegrini che verranno a Torino per la Sindone e il bicentenario della nascita di Don Bosco. Spazzeranno, faranno le pulizie straordinarie che serviranno per tirare a lucido la città, gomito a gomito con gli operatori dell'Amiat.
Novanta detenuti, con pene lievi e giudicati dal magistrato di sorveglianza non pericolosi, avranno l'opportunità di uscire ogni mattina dalle Vallette e di lavorare al servizio dei torinesi. Un po' per non stare chiusi in cella con le mani in mano, un po' per far tesoro di un'esperienza di lavoro che potrebbe essere preziosa per il futuro, quando fuori dal carcere ci sarà una vita da ricostruire. "Lavoro gratuito e volontario", dice una legge recente. Che prevede - anche se finora è stata poco usata, e quello di Torino sarà un esperimento da capofila - che i detenuti possano essere impiegati nei lavori di pubblica utilità.
A Palazzo civico, dove l'idea è balenata in mente al capogruppo di Sel, Michele Curto, ci stanno provando, nonostante le difficoltà e gli scogli burocratici. Il direttore del carcere, Domenico Minervino, sarebbe pronto a partire anche domani. Ed è entusiasta.
Anche il sindaco Piero Fassino si è detto d'accordo. E ieri, durante una riunione tra Curto, che ci lavora da mesi, e il vicesindaco Elide Tisi, l'assessore Enzo Lavolta ("sarebbe un'opportunità per la città"), il collega Domenico Mangone e i vertici di Amiat, si è lavorato per mettere le gambe al piano. L'idea è usare i detenuti come netturbini-volontari da marzo a settembre, suddivisi in tre scaglioni bimestrali da 30 persone l'uno. Vanno superati ancora alcuni problemi amministrativi, come la possibilità di riconoscere a ciascuno un voucher di 10 euro al giorno. Ma la volontà politica c'è e sarà manifestata con una mozione di Sel.
I "volontari" non sostituirebbero i netturbini di professione, ma li affiancherebbero. E al termine del progetto sperimentale si potrebbe aprire per i più meritevoli di loro un periodo di lavoro in regime di semilibertà (questa volta retribuito) nella pulitura dei graffiti o nell'esposizione dei cassonetti
della raccolta porta a porta. Ma non ci sono solo i detenuti: il lavoro volontario potrebbe essere aperto anche a cassintegrati e pensionati, come prevede la nuova legge Poletti. Un'opportunità che ieri il sindaco ha annunciato alla giunta di voler cogliere. E che, come auspicato dal consigliere democratico Giusi La Ganga, potrebbe essere una delle "forze lavoro" da affidare alle nuove circoscrizioni che nasceranno dalla riforma in discussione in Sala Rossa.











