sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Marina Lomunno

vocetempo.it, 12 dicembre 2025

Due proposte, anche in vista del Natale, per i reclusi nel penitenziario di Torino: “La Parola di Dio in carcere”, l’iniziativa della Libreria “La Rosa Blu” (corso Matteotti 11 - Torino), e “Dona La Voce a un detenuto”. Domenica 14 dicembre, nella Basilica di San Pietro alle 10, papa Leone XIV presiede la Messa in occasione del Giubileo dei detenuti, ultimo dei grandi appuntamenti del Giubileo della Speranza. Non a caso il Papa, in continuità con il suo predecessore Francesco - che aprì la seconda Porta Santa nel carcere romano di Rebibbia - ha stabilito di concludere i raduni giubilari con il mondo carcerario. Quasi a sottolineare che in nessun luogo più delle galere c’è bisogno di speranza che aiuti a guardare oltre le sbarre.

Un invito a tutta la comunità dei cristiani a ricordare le parole di Gesù “Ero carcerato e siete venuti a visitarmi” e a considerare le persone detenute “fratelli e le sorelle da accogliere non da giudicare”, come raccomandava san Giuseppe Cafasso, patrono dei detenuti, di cui in questo anno si è ricordato il bicentenario della beatificazione. E perché i gesti di speranza non si concludano con il Giubileo ecco due proposte anche in vista del Natale per i reclusi nel carcere per gli adulti di Torino.

La Rosa Blu - Si chiama “La Parola di Dio in carcere” l’iniziativa che anche quest’anno la Libreria “La Rosa Blu”, a Torino in corso Matteotti 11 (tel. 011. 535381) in collaborazione con i cappellani della Casa circondariale torinese “Lorusso e Cutugno”, propone a tutti i clienti che acquisteranno libri per Natale. Si invitano a donare ai ristretti la Sacra Bibbia e alcuni testi per l’avvicinamento e l’approfondimento del testo biblico o testi di spiritualità che si possono scegliere in libreria. In alternativa si può regalare un abbonamento annuale al messalino mensile “Parola e Preghiera”. Regalare un libro, in particolare la Bibbia o un testo che aiuti ad accostarla, è un aiuto ad avvicinarsi alla Parola di Dio, parola di speranza nello sconforto e nella solitudine della vita carceraria.

Abbona un detenuto - È stato l’Arcivescovo Cesare Nosiglia che, durante una celebrazione eucaristica nella cappella del “Lorusso e Cutugno”, disse che “dobbiamo considerare le carceri torinesi come parrocchie della diocesi”.

E così, se “La Voce e il Tempo” è il settimanale della diocesi perché non può essere letto anche dai parrocchiani che vivono dietro le sbarre? Detto fatto: sono oltre 50 gli “abbonamenti dono” che i nostri lettori hanno sottoscritto ai i detenuti del carcere torinese “Lorusso e Cutugno”. La campagna, iniziata negli anni scorsi grazie alla sensibilità di un nostro lettore che ha colto alla lettera l’invito dell’Arcivescovo Nosiglia, prosegue in sintonia con la Direzione del penitenziario e la responsabile dell’Area trattamentale che ci segnala le sezioni a cui far pervenire gli abbonamenti dono in modo che più reclusi, ma anche quanti lavorano “dietro le sbarre”, possano leggere il nostro giornale che ogni 15 giorni dedica una rubrica al carcere “La voce dentro”. Mentre ringraziamo chi ha voluto aderire all’iniziativa e li invitiamo a rinnovare l’abbonamento, ci appelliamo ad altri lettori a fare lo stesso in sintonia con in Giubileo dei detenuti e in prossimità del Natale: è un gesto significativo che avvicina il giornale della diocesi alla “comunità carceraria”.

Il cardinale con i reclusi - E l’Arcivescovo Roberto Repole, non a caso all’indomani del Giubileo dei detenuti, nella mattinata di lunedì 15 dicembre, si recherà come di consueto nel penitenziario torinese per celebrare la Messa in preparazione al Natale con i reclusi e le recluse.