di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 2 febbraio 2021
Pioggia di istanze al tribunale di Sorveglianza. Dove l'affollamento, e non il distanziamento, è la regola sociale (e illegale), le cose sono andate così, durante il primo anno di pandemia: "Tale situazione rendeva scarsamente osservabili le norme tese a evitare i rischi di contagio", riassume il presidente del tribunale di Sorveglianza, Anna Bello. Difatti, di Covid si sono contagiati in tanti, nei penitenziari. Del resto, la maggioranza degli istituti di pena di Piemonte e Valle d'Agosta "presentavano un esubero di presenze compreso tra un quarto e la metà della capienza".
Dal +47,6 per cento di detenuti di Alessandria-san Michele al +24,7 per cento di Vercelli, passando per il +34,7% delle Vallette. E se l'affollamento delle carceri italiane è ormai vergognosa consuetudine, vederne elencate le cifre su un documento delle istituzioni fa sempre un certo effetto. Come succede sfogliando la relazione del presidente della corte d'appello, Edoardo Barelli Innocenti: 185 pagine sull'amministrazione della giustizia nel 2020 inviate al primo presidente della corte di Cassazione.
Affollamento e virus, ovviamente, hanno provocato un altro effetto: "Un improvviso ed elevato afflusso agli uffici della magistratura di Sorveglianza di istanze" dei condannati e di segnalazioni da parte delle stesse amministrazioni penitenziarie. Una mole di lavoro, ulteriore, che è andata a impegnare uffici già a loro volta rallentati dallo smart-working, imposto dalla stessa normativa anti-covid. Uffici da tempo colpiti dalla "stabile scopertura del personale amministrativo", ora al 31,8 per cento; e destinata "per gli imminenti ulteriori pensionamenti a salire a breve al 38,6 per cento". Un grande classico italiano, e della giustizia, di più.
Dopodiché, l'emergenza epidemiologica ha fatto schizzare in alto diverse istanze: come quelle "di rinvio dell'esecuzione della pena per ragioni di salute, passate dalle 237 del 2018/19 alle 588 del 2019/20". Con un aumento record del 148,1 per cento. E nonostante "la produttività del tribunale sia significativamente aumentata, la pendenza a fine periodo - i rilevamenti statistici vanno da fine giugno 2019 a inizio luglio 2020 - si è incrementata: "passando da 4.793 a 6.457 pendenze" con un incremento del 34,7 per cento. Impennata pure dei "procedimenti riguardanti istanze di applicazione provvisoria di misure alternative (da 214 a 576, +169,2 per cento) e quelle relativo ai procedimenti riguardanti istanze di esecuzione della pena presso il domicilio", passati da 291 a 345, con una crescita del 57,5 per cento.
Inevitabile, con tutto ciò, l'accumulo di fascicoli, pure per la sospensione, durante il primo lockdown, di quelli con condannati non detenuti. Già a ottobre capitava che le file di avvocati convocati per le udienze alla Sorveglianza, si formavano al mattino e finivano ben oltre le sette della sera. A volte, con prestazioni da guinness, fino a 179 fascicoli in un giorno.
"Ma quell'udienza con numero particolarmente elevato di procedimenti fissati - fu la spiegazione dal Tribunale - era successiva al periodo feriale, in cui oltre ai procedimenti già in precedenza rinviati a causa del Covid si sono concentrati molti altri, urgenti e sopravvenuti nell'estate, relativi a condannati detenuti". Oltre al fatto che ci fossero contemporaneamente "due collegi giudicanti con tre giudici relatori". Uguale telemetria, però, nei mesi successivi: "Per le stesse ragioni, le udienze avevano ruoli significativamente impegnativi".











