di Alberto Giulini
Corriere di Torino, 28 gennaio 2025
Al carcere minorile sono 55 detenuti e una capienza di 46. “Il ministro intervenga”. Tensioni e sovraffollamento continuano ad essere all’ordine del giorno al Ferrante Aporti. Il carcere minorile di Torino ospita 55 detenuti a fronte di una capienza massima di 46. “Sette ragazzi dormono su brandine da spiaggia, eppure il dipartimento della giustizia minorile sembra non mostrare alcun interesse a risolvere questa grave emergenza”, denuncia l’Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria. All’attacco Leo Beneduci, segretario generale: “È ora di agire, la situazione è intollerabile. Sollecitiamo per l’ennesima volta il ministro Nordio e il sottosegretario Ostellari, devono intervenire per porre fine a una situazione che sta minando dignità e sicurezza di chi lavora e di chi è privato della libertà. I detenuti sono costretti a vivere in condizioni che violano i più elementari diritti umani”.
Una situazione critica e prolungata nel tempo che non accenna a rientrare. “All’orizzonte non si profilano cambiamenti - spiega Monica Gallo, garante comunale dei diritti delle persone private della libertà. Il problema non è risolvibile a livello locale: dopo l’entrata in vigore del decreto Caivano si registra quasi il 48% per cento in più di ragazzi all’interno degli istituti minorili. Ma io penso che una protesta di tutti i direttori in Italia potrebbe smuovere qualcosa: dovrebbero rivolgersi al ministro dicendo che non ospiteranno nessuno oltre la capienza massima. Come non si sfonda la porta di un albergo per entrare quando è già pieno, lo stesso discorso deve valere quando si mettono dei ragazzi nelle mani dello Stato. La loro tutela non è assolutamente garantita: nonostante il sovraffollamento, il numero di persone che si deve occupare di educazione, reinserimento e sicurezza resta sempre uguale”.
E in estate il Ferrante Aporti ha già dovuto fare i conti con gravi problemi, culminati nella violenta rivolta della notte tra l’1 e il 2 agosto. “Qualsiasi condizione compressa in fase di sviluppo adolescenziale provoca una serie di problematiche - analizza Gallo. La carenza di personale, dormire per terra e le minori opportunità di lavoro, formazione e istruzione del periodo estivo non hanno agevolato una buona vita all’interno dell’istituto”. Un carcere minorile che si trova a fare i conti anche con criticità di natura sanitaria: “A volte ci sono i ragni, altre volte gli scarafaggi. Ma lo sguardo andrebbe allargato su un periodo più lungo per comprendere la sofferenza alla quale sono sottoposti i giovani”.










