di Massimo Massenzio
Corriere Torino, 17 dicembre 2023
“La situazione negli istituti penitenziari piemontesi è critica, ma continuare a evidenziare solo le difficoltà relative alla sicurezza non risolve il problema e fornisce una visione assolutamente parziale”. A una settimana dall’inizio delle vacanze natalizie, uno dei periodi più difficili per la popolazione del carcere, il garante Bruno Mellano lancia un appello: “Dobbiamo affrontare la delicata questione delle carceri con la necessaria serenità. È quello che serve in questo momento”.
A una settimana dall’inizio delle vacanze natalizie, uno dei periodi più difficili per la popolazione del carcere, le aggressioni agli agenti della polizia penitenziaria piemontese sono in continuo aumento, ma Bruno Mellano lancia un appello: “Dobbiamo affrontare la delicata questione delle carceri con la necessaria serenità. È quello che serve in questo momento”.
I report diffusi quasi quotidianamente dai sindacati di polizia penitenziaria, però, assomigliano sempre di più a bollettini di guerra. Occhi pesti, nasi fratturati, pentole di olio bollente usate come armi improprie assieme alle lamette da barba incollate alle dita delle mani. Senza contare che all’interno della casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino si sono verificate 49 aggressioni nel 2023, 2 in più di quelle registrate in tutto lo scorso anno. L’ultimo episodio risale a venerdì pomeriggio e ha visto protagonisti due detenuti che hanno spintonato e picchiato due agenti con le gambe di un tavolo che nel frattempo avevano rovesciato e distrutto.
Situazione esplosiva anche nel carcere di Ivrea, dove un 32enne, già segnalato per problemi psichiatrici, ha minacciato gli agenti con lamette da barba fissate alle dita con nastro adesivo. L’uomo si è poi spogliato e cosparso con un unguento per sfuggire alla presa del personale, minacciato con una miscela di olio bollente e zucchero preparata in una pentola. E infine ha colpito un altro detenuto con un pugnale rudimentale, prima di ingoiare alcune batterie ed essere ricoverato in ospedale.
Non va meglio neppure nel penitenziario di Alba, dove martedì scorso un detenuto si è scagliato contro un agente colpendolo ripetutamente con pugni al volto. In suo soccorso sono intervenuti altri due colleghi e per tutti e tre è stato necessario il trasporto al pronto soccorso
Mellano insiste sulla necessità di una visione complessiva della vita carceraria, soprattutto con il Natale alle porte: “Sappiamo che il periodo delle festività natalizie rappresenta il periodo più critico assieme a quello delle vacanze estive. Gli organici, già carenti, diminuiscono a causa delle ferie, mentre aumenta il rischio di suicidi in cella. Per questo l’amministrazione penitenziaria ha istituito un corso di formazione e prevenzione per 100 operatori di Piemonte e Liguria che si è appena concluso al Campus Einaudi”.
Le aggressioni ai poliziotti restano un problema innegabile: “Ma oltre alla sicurezza serve altro - conclude il garante -. Progetti, mediatori, corsi di formazione, avviamento al lavoro e assistenza psicologica. I detenuti hanno bisogno di poter guardare al futuro fuori dalla cella. E non a caso il numero maggiore di suicidi avviene all’inizio della detenzione o in prossimità dell’uscita. Spero davvero in un confronto sereno soprattutto su questi temi. In un carcere dove i detenuti sono seguiti e impegnati anche le aggressioni diminuirebbero”.










