di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 27 maggio 2025
Grande folla al Salone del Libro per l’assegnazione del Premio letterario “Meco” sui temi del carcere. Oltre 800 gli elaborati giunti alla giuria del concorso promosso dal Forum Terzo Settore e dai Salesiani, in collaborazione con “La Voce e il Tempo”. Decine di persone sono rimaste in piedi al Salone del Libro, venerdì scorso presso lo stand del Comune di Torino, dove si è tenuta la premiazione della 1ª edizione del Premio letterario “Meco”, dedicato alla memoria di Domenico Ricca, salesiano, per 40 anni cappellano all’Istituto penale minorile torinese “Ferrante Aporti, scomparso lo scorso anno. Un pubblico inatteso come la partecipazione al concorso di cui il nostro giornale era media partner: nel giro di due mesi sono pervenuti alla giuria da tutt’Italia 850 contributi di autori nati dal 2007 al 1947. Saggi, poesie, racconti anche di detenuti (nel carcere di Biella al termine di un laboratorio di scrittura si è deciso di partecipare al premio) e da 13 giovani ristretti al “Ferrante Aporti” a cui era dedicata una sezione.
“Un numero che ci ha colpiti” è stato sottolineato dai promotori, il Forum del Terzo Settore Piemonte, di cui don Ricca fu tra i fondatori, e i Salesiani del Piemonte e della Valle d’Aosta “perché il tema del Premio ‘Dietro le sbarre’, le sbarre fisiche di chi è in carcere e le sbarre ‘psicologiche e mentali’ di cui ognuno è prigioniero, non era semplice. Ma è stato sviscerato da molti punti di vista a seconda della propria sensibilità e condizione di vita: le sbarre della detenzione, malattia fisica e mentale, pregiudizio, conformismo, bullismo e molto altro”.
Alla premiazione, oltre ai 12 giurati tra cui gli scrittori Margherita Oggero e Younis Tawfik e i rappresentati dei numerosi enti ed associazioni che operano nel sociale di cui don Ricca era punto di riferimento, sono intervenuti Michela Favaro, vicesindaco di Torino, Bruno Mellano, garante dei detenuti della Regione, Ennio Tomaselli, già capo della Procura minorile torinese, don Leonardo Mancini ispettore dei Salesiani del Piemonte e della Valle d’Aosta e don Silvano Oni, salesiano, successore di don Meco al “Ferrante”.
Tra il pubblico, i vincitori e molti collaboratori di don Meco tra cui il procuratore dei minori del Piemonte e della Valle D’Aosta Emma Avezzù e gli amici del mondo associativo e del Terzo settore come le Acli e l’Associazione Aporti Aperte che, con la Scuola Holden che ha donato alcune borse di studio, hanno contribuito ai premi in denaro.
Ed ecco i vincitori: categoria adulti, 1° premio a Laura Nair Diena con il racconto “Storia piccola di un lavoro”; per gli adolescenti ha vinto con il saggio breve “L’abbattimento del muro” Edoardo Degiovanni. Premi speciali a due persone con disabilità e per i 13 ragazzi del “Ferrante Aporti” la giuria ha deciso di premiare ex aequo 4 opere (tra cui la poesia che pubblichiamo in fondo) con un contributo di 250 euro e un riconoscimento di 100 euro a tutti i partecipanti.
I primi tre contributi delle categorie “adulti” e “adolescenti”, 25 scritti che hanno ottenuto dalla giuria la menzione di pubblicazione e le quattro opere dei ragazzi del “Ferrante” verranno incluse nel libro della 1ª edizione del Premio i cui proventi della vendita verranno interamente devoluti alla comunità per minori Harambée di Alessandria dove don Meco era di casa. Dato l’inatteso successo e la ricchezza dei contenuti, l’appuntamento è per la seconda edizione: il seminato di don Ricca continua a “dare di più ai giovani che hanno avuto di meno”.











