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di Massimo Massenzio


Corriere di Torino, 22 aprile 2020

 

"Una decina sono usciti ma 47 ancora detenuti. Servono tamponi a tappeto". "Nel carcere di Torino su 1.250 detenuti almeno 60 sarebbero risultati positivi al coronavirus. Di questi - aggiunge - una decina sarebbero già usciti, mentre 47 sarebbero ancora allocati all'interno, distribuiti su tre reparti".si sta verificando una "situazione estremamente grave e preoccupante". Parole del segretario generale dell'Osapp, Leo Beneduci. Secondo l'Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria la situazione nella Casa circondariale Lorusso e Cotugno è "estremamente grave", ma rischierebbe addirittura di diventare esplosiva senza un immediato intervento di Regione e istituzioni. Oltre a una sessantina di detenuti positivi al Covid-19 ci sarebbero almeno 9 contagi anche tra il personale in servizio delle Vallette e quello del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria.

Nei giorni scorsi l'Osapp ha scritto al presidente regionale Aberto Cirio per chiedere che tutti gli agenti impiegati nelle strutture carcerarie piemontesi siano sottoposti "con urgenza" ai tamponi.

"Quello che si sta verificando nel carcere di Torino è preoccupante - conferma il segretario generale Leo Beneduci - Su 1250 detenuti quasi 60 sarebbero risultati positivi al coronavirus. Di questi una decina sarebbero già usciti, mentre 47 sono ancora all'interno".

Originariamente i casi di positività erano distribuiti su tre reparti, ma nelle scorse ore è stato deciso di accorpare tutti i contagiati nella palazzina Arcobaleno, in precedenza occupata da detenuti con problemi di tossicodipendenza. Un trasferimento contestato da una parte della popolazione carceraria, che chiede maggiori contatti con le famiglie, anche con videochiamate. Soprattutto dopo che si è diffusa la notizia, che al momento non trova conferme, di un altro caso di positività sia stato da poco riscontrato anche in un'altra sezione del carcere.

A fronte di questo scenario, secondo quanto riferisce il sindacato, gli operatori di polizia penitenziaria continuerebbero a lavorare con "dispositivi di protezione individuali insufficienti e mascherine chirurgiche che vengano utilizzate per più giorni di seguito". A questo proposito Beneduci aggiunge: "Il personale teme per la sua sicurezza e chiede alle autorità di effettuare tamponi in maniera massiccia. Anche perché tra i detenuti sarebbe in uso l'abitudine di scambiarsi effusioni in maniera più che palese con l'evidente scopo di contrarre una positività che faciliterebbe l'uscita all'esterno. Bisogna intervenire subito".