di Giuseppe Legato
La Stampa, 16 giugno 2024
La procuratrice: più arresti con il decreto Caivano. Il nuovo fronte della protesta carceraria non è più soltanto l’istituto penitenziario per antonomasia della città, il Lorusso e Cutugno al centro in questi giorni di un processo per presunte torture con 22 agenti indagati. Sovraffollamento, aggressività dei detenuti, emergenza personale sono temi che varcano adesso anche i cancelli dell’istituto modello Ferrante Aporti, riservato ai minori che commettono reati o per questi vengono condannati.
L’Osapp, uno dei più rappresentativi sindacati di polizia penitenziaria in città parla di “situazione drammatica”. A fronte di una capienza di 46 minori “ne sono presenti oggi 56”. I riflessi dei dati sono questi: “I minori dormono per terra su una brandina di resina da spiaggia in mezzo ad una stanza dove sono già presenti quatto/cinque detenuti. La situazione - riferisce il sindacato - è ulteriormente accentuata dal fatto che sono distaccati da anni circa 20 unità di personale di polizia penitenziaria in ogni dove (non si sa dove) di sedi della Repubblica (non si capisce che fine abbiano fatto)”. Risultato? “L’esiguo personale presente svolge mensilmente dalle 40 alle 50 ore di straordinario, sottoposto ad uno stress psicofisico mai registrato prima d’ora nel silenzio più assordante del Dipartimento della giustizia minorile che, pur essendo stato informato della grave situazione di Torino sembrerebbe non interessi”. I numeri così ristretti avrebbero comportato che “al personale - sostiene l’Osapp - viene tolto quasi sistematicamente il riposo”. Infine: “L’Istituto per minorenni di Torino è diventato oramai il ricettacolo di detenuti facinorosi”.
Il segretario generale degli agenti Leo Beneduci chiede “al sottosegretario Ostellari di intervenire con la massima urgenza per accertare la situazione dei distacchi a sedi anche non istituzionali del personale con grave impoverimento delle strutture maggiormente a rischio, poiché l’esiguo personale di Polizia penitenziaria presente è davvero stanco e stressato per gli eccessivi rischi e i massicci carichi di lavoro. Vogliamo augurarci - conclude - che all’istituto penale per minorenni di Torino non accadano eventi gravi e irreparabili”.
La denuncia è in parte fondata e lo si comprende dalle parole della Procuratrice dei Minori Emma Avezzù. Che conferma “l’esistenza di un sovraffollamento e quindi di una presenza di ospiti superiore al tetto massimo previsto. Più che altro però - aggiunge - sono aumentati i casi nei quali non si trovano alternative al carcere trattandosi di ragazzi, molto spesso stranieri, che non hanno famiglie alle spalle pronte ad accoglierli o per i quali non vi è posto nelle comunità anche quando il giudice ne stabilisce il trasferimento. A fronte dell’aumento della complessità dei singoli casi che giungono qui, c’è anche il tema della crescente tossicodipendenza nelle fasce di età giovanili che aumenta la difficoltà della gestione dell’ospite. E tutto questo finisce per gravare sulla giustizia minorile”. Dunque il problema esiste “e anche visti i fatti che riguardano il carcere minorile di Milano, la soglia di attenzione va tenuta alta”.
Per Avezzù il fronte principale si potrebbe sintetizzare così: più arresti, più detenuti. “il decreto Caivano - racconta - ha consentito di applicare misure che prima non erano applicabili”. Che hanno stabilito “l’aumento dei termini di custodia” con la conseguenza “chiara che gli istituti minorili si sarebbero riempiti. Le presenze - aggiunge - sono superiori (come d’altronde in altri istituti) e il tutto viene a gravare di più sul personale che comprendo debba svolgere maggiori controlli, con orari di lavoro più pesanti”.










