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di Giuseppe Legato

La Stampa, 23 giugno 2024

Nell’istituto minorile non solo sovraffollamento, ma anche buchi di personale. Il sindacato torna alla carica: “Molti poliziotti distaccati altrove, li rimandino”. Pochi giorni fa l’allarme era stato lanciato dal sindacato della polizia penitenziaria con una certa perentorietà: “I minori detenuti al carcere minorile Ferrante Aporti di Torino dormono per terra oppure su delle brandine da spiaggia in mezzo a una stanza dove sono già presenti 4 o 5 detenuti”. Ma il sovraffollamento rischia di non essere l’unico problema che attanaglia una struttura modello di colpo penalizzata dalle nuove regole del cosiddetto decreto Caivano che ha modificato alcuni presupposti per l’arresto dei minori allungando al contempo, la durata di alcune delle custodie cautelari (con ampliamento del periodo di detenzione). Bene: domenica scorsa la struttura contava su 56 ospiti e già il raggiungimento di questa soglia aveva allarmato e non poco personale e sindacati di categoria. L’altro ieri il numero complessivo - si apprende ai rappresentanti dei lavoratori - è salito a 60. La capienza massima è di 46 detenuti. L’eccesso di presenze adesso tocca all’incirca il 30%.

Il dato viaggia in parallelo con una vistosa carenza di personale di polizia penitenziaria. “La pianta organica del Ferrante Aporti - racconta un sottoufficiale di lunga esperienza - è di 57 agenti. Attualmente ce ne sono 29: quindi meno 50% punto più/punto meno. Sono numeri drammatici di fronte ai quali non si può far finta che il problema non esista e bisogna agire”.

Leo Beneduci, segretario nazionale del sindacato Osapp racconta: “La situazione è ulteriormente accentuata dal fatto che sono distaccati da anni circa 20 unità di personale di polizia penitenziaria in ogni dove (non si sa dove) di sedi della Repubblica (non si capisce che fine abbiano fatto). L’esiguo personale presente - aggiunge - svolge mensilmente dalle 40 alle 50 ore di straordinario, sottoposto ad uno stress psicofisico mai registrato prima d’ora nel silenzio più assordante del Dipartimento della giustizia minorile che, pur essendo stato informato della grave situazione di Torino sembrerebbe non interessi. Al personale viene tolto quasi sistematicamente il riposo”.

Perché gli agenti distaccati in tempi di gestione più “semplice” della struttura del Ferrante Aporti, non vengono riassegnati alla sede naturale? Beneduci auspica “l’intervento del sottosegretario Ostellari affinché verifichi la situazione di questi distacchi perché siamo di fronte a un impoverimento di una delle strutture al momento maggiormente a rischio. L’esiguo personale presente - prosegue il sindacalista - è davvero stanco e stressato per gli eccessivi rischi e i massicci carichi di lavoro. Vogliamo augurarci che all’istituto penale per minorenni di Torino non accadano eventi gravi e irreparabili. È seriamente a rischio la sicurezza di tutti”. L’altro appello è rivolto ai garanti dei detenuti, quello cittadino e quello regionale “affinché facciano sentire la loro voce al più presto”.