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di Stefania Aoi

La Repubblica, 3 maggio 2024

Appello di Alleanza Verdi e Sinistra dopo il sopralluogo nel carcere. Carenze sanitarie con uno psichiatra disponibile solo su chiamata. “All’istituto minorile Ferrante Aporti mancano armadietti, mobili per sostituire oggetti ormai usurati dal tempo. Chiedo alle istituzioni ma anche a società come Mondo Convenienza e Ikea di dare un contributo”. È questo l’appello lanciato ieri mattina dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi subito dopo il sopralluogo nella struttura carceraria torinese, carente su tanti fronti ma soprattutto su quello sanitario. Il parlamentare si rivolge così anche alle cliniche private che potrebbero aiutare a loro volta, “restituendo parte dei loro profitti per offrire nella struttura, anche solo una volta a settimana, visite specialistiche, soprattutto dentistiche e dermatologiche, di cui c’è un vitale bisogno”.

Insieme a lui davanti all’imponente portone dell’istituto ci sono anche due compagni di partito: la consigliera comunale Alice Ravinale, candidata alla Regione per il centrosinistra, e Andrea John Dejanaz, candidato alle europee. “La destra ha sdoganato il concetto di baby gang e inasprito le pene per i giovanissimi - attacca Ravinale - ma poco viene fatto per sostenere e includere invece che reprimere ed escludere. Preoccupa, per esempio, la mancanza di collegamento continuativo tra la struttura e il Serd. Eppure, ce ne sarebbe un gran bisogno, perché i casi di dipendenza da sostanza sono purtroppo frequenti”.

Secondo Grimaldi servono “misure alternative al carcere e ogni distretto dovrebbe avere a disposizione almeno una comunità pubblica che accolga i ragazzi senza selezione all’ingresso. Troppo spesso si trovano in carcere giovani a cui il giudice ha già assegnato l’accoglienza in comunità ma quelle private sono sature”. Già la garante dei detenuti Monica Gallo aveva denunciato nella sua relazione annuale un’assistenza sanitaria povera riservata ai giovani ospiti del Ferrante Aporti. Tra le trecento pagine dedicate al sistema carcerario quelle dedicate all’istituto minorile parlano di “assenza di test tossicologici delle urine ai ragazzini che arrivano” per verificare che facciano o meno “utilizzo di sostanze stupefacenti” o che siano dediti “all’abuso di alcool” e di appena due psicologi che si dividono con il Cpa (il centro di prima accoglienza) “per complessive 50 ore settimanali di intervento”.

Lo psichiatra interviene solo su chiamata e “la neuropsichiatra lo fa due volte a settimana per sei ore complessive”. Il Serd, - proseguiva la garante - viene attivato invece a chiamata. Eppure, nel 2023 sono passati dalla struttura 161 minorenni e giovanissimi per lo più per reati di furto e rapina, ma anche spaccio di sostanze stupefacenti.

Tutto ciò per una media di ospiti di circa 43 persone ogni mese, tra cui tanti minori stranieri non accompagnati, spesso vittime di tratta, con una necessità di assistenza sanitaria psicologica prolungata. Per Grimaldi è necessario che il ministro Nordio dia risposte in merito alla scarsità di risorse umane nel personale penitenziario, a causa dei distaccamenti: “Bisogna uscire dalla logica della fotografia della pianta organica, dopo un anno di distacco è necessario compensare quella carenza”.