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di Alberto Santonocito

La Repubblica, 19 settembre 2026 

Al Campus Einaudi la cerimonia per i primi cinque dottori, uno di loro prende il massimo dei voti: “Grazie al pilates la mia vita può ricominciare”. “Oggi non sono solo gli errori commessi in passato, sono dottore in scienze motorie”. Con questa frase Luciano Cavallo ha concluso il suo discorso di proclamazione per la laurea ottenuta in Scienze delle attività motorie e sportive. Al Campus Einaudi lui e altri quattro colleghi del Polo universitario penitenziario sono stati i primi a laurearsi nell’ambito Suism, dal carcere Lorusso e Cutugno. Il corso di laurea, sebbene con modalità particolari rispetto a quello ordinario, aveva gli stessi esami che sostengono gli altri studenti.

Tre dei cinque laureandi hanno svolto il tirocinio in collaborazione col Cus Torino e col Centro sportivo Robilant. Chi è rimasto al Lorusso e Cutugno ha invece usufruito del progetto “Cubeca: la cultura del benessere in carcere”. “Ero perplesso all’inizio - ha raccontato Corrado Lupo, docente e presidente del corso - perché ci sono materie eterogenee e non immaginavo un sistema didattico fruibile in maniera diversa a quella a cui siamo abituati”. Eppure tra gli allevi loro c’è anche chi ha concluso il suo percorso con la votazione massima: “Lo studio è stata un’opportunità per evadere dalla vita carceraria - rivela Cavallo, laureato con 110 e lode -. Ci sono momenti difficili per il contesto in cui si è, ricominciare a studiare a 59 anni è un’altra cosa rispetto ai 20. La mia tesi è stata sul pilates per la terza età, mi appassionava come argomento e abbiamo fatto anche un corso all’interno del carcere. Rimettermi sui libri è stata una cosa che culturalmente mi ha dato tanto e ha aperto il mio modo di pensare”.

Il percorso formativo di Scienze motorie, oltre ad essere un titolo professionalizzante, garantisce maggiori possibilità in termini di reinserimento sociale. Da quando è disponibile al Polo penitenziario di Unito è tra i corsi più gettonati, insieme a quelli di Scienze politiche e sociali e Diritto per le istituzioni e le imprese. Secondo Rocco Sciarrone, delegato per il Polo e docente di sociologia, dei 174 allievi detenuti afferenti attualmente si potrebbe arrivare a 215. “La nostra popolazione studentesca è più avanzata per età rispetto a quella che sta fuori. Abbiamo anche dei giovani, ma per fortuna in misura minore. L’iniziativa funziona e c’è chi domanda di venire a studiare a Torino o a Saluzzo (dove c’è la casa di reclusione Rodolfo Morandi). Per Scienze motorie abbiamo avuto qualcuno che dalla Sicilia ha voluto venire qui perché era interessato al corso”.