di Alberto Giulini
Corriere di Torino, 17 gennaio 2025
Mellano: “Sovraffollamento preoccupante, come quando c’è stata la rivolta”. Non sono passati nemmeno sei mesi dalla violenta rivolta che ha scosso il carcere minorile di Torino. Una notte, quella tra l’1 e il 2 agosto, in cui una cinquantina di detenuti avevano cercato di prendere il controllo dell’istituto, tra incendi e danneggiamenti vari. Al Ferrante Aporti si continua ancora oggi a fare i conti con una situazione complicata e ricca di tensioni quotidiane, frutto anche del sovraffollamento. A fronte di una capienza complessiva di 46 posti letto, infatti, sono 53 i detenuti all’interno dell’istituto. Lo ha constato anche il garante regionale dei detenuti, Bruno Mellano, che ieri mattina, assieme ai garanti di Campania e Lazio, Samuele Ciambriello e Stefano Anastasia, a Torino per un convegno sulla situazione delle carceri italiane, ha visitato l’istituto di via Berruti e Ferrero.
“Abbiamo constatato, come capita sempre più spesso, una situazione di sovraffollamento - racconta Mellano -. C’erano ragazzi che dormivano per terra, su materassi buttati per terra o brandine da spiaggia. Una situazione che, per certi versi, ricorda quella della scorsa estate, quando ci fu la violenta rivolta che rese parzialmente inagibile la struttura. Mi auguro che l’epilogo non sia lo stesso, ma chiederò l’immediato intervento del dipartimento di giustizia minorile. Il ferrante non può più accogliere altri detenuti, che devono essere “ripartiti”, in base alle disponibilità nelle altre strutture”
Una situazione che ha spinto all’adozione di soluzioni improvvisate, come denunciato dall’osapp, sindacato di polizia penitenziaria: “Da alcuni giorni 4 detenuti dormono con il materasso sul pavimento e altri due su una brandina da spiaggia”. Leo Beneduci,segretario generale dell’organizzazione sindacale non usa mezzi termini: “Il Ferrante Aporti è uno dei peggiori due poliziotte in servizio nel carcere minorile di Torino e sui quali il Servizio di vigilanza cercherà di fare luce. “Un’agente incinta è stata impiegata in servizio operativo con cinturone e pistola d’ordinanza per poi negare questa circostanza, nonostante le evidenti prove di cui siamo in possesso - conclude Beneduci -. Chiediamo quindi al sottosegretario Ostellari e al ministro Nordio di fare piena luce sulla gravità di quello che sta accadendo al Ferrante Aporti di Torino. La situazione è gestita in maniera del tutto inadeguata e si deve provvedere, se necessario, alla sostituzione del capo del dipartimento della giustizia minorile e di comunità”.









